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Un passaggio gratuito sulle zampe di un altro animale non è la soluzione più comoda che si possa immaginare, eppure per certi anfipodi sembra funzionare benissimo: sono stati osservati aggrappati alle lunghe zampe dei ragni di mare, e non da soli, ma in coppie formate da un maschio e una femmina. Una specie di taxi vivente, in piena zona profonda dell’oceano, dove trovare un mezzo di trasporto affidabile non è esattamente semplice.
L’immagine è quella che è: un artropode marino dalle zampe lunghissime che si muove sul fondale, e attaccati a quelle zampe dei piccoli crostacei che si fanno portare in giro. Chi conosce anche solo un po’ la fauna abissale sa che situazioni del genere non sono rarissime in senso assoluto, perché nel mare profondo le occasioni di spostarsi risparmiando energia valgono oro. Ma vedere gli anfipodi sistemati in coppie miste, maschio e femmina insieme sullo stesso “veicolo”, aggiunge un dettaglio che rende la scena molto più interessante di un semplice autostop.
Il taxi delle profondità
I ragni di mare, che poi con i ragni veri e propri hanno poco a che spartire nonostante il nome e l’aria di famiglia, sono creature dall’aspetto sottile, quasi fragile, con arti che sembrano fili. Proprio quegli arti diventano un appiglio perfetto per organismi molto più piccoli. Nel mare profondo l’energia è una risorsa scarsa e ogni movimento costa. Farsi trasportare, quindi, non è pigrizia ma una strategia che ha senso dal punto di vista pratico.
La parte che colpisce di più è la composizione delle coppie. Trovare un maschio e una femmina aggrappati allo stesso ospite suggerisce che il trasporto non serva soltanto a spostarsi da un punto all’altro. In un ambiente enorme, buio e diluito come quello degli abissi, incontrare un partner è una delle sfide più concrete che un animale minuscolo debba affrontare. Restare insieme, nello stesso posto, riduce il problema alla radice.
Perché un comportamento del genere incuriosisce i biologi
Osservazioni di questo tipo arrivano da un ambiente che resta tra i meno esplorati del pianeta. Ogni volta che una telecamera o un campionamento riporta a galla una scena inattesa, il quadro delle relazioni tra specie si arricchisce di un pezzo. E le relazioni, nella fauna abissale, raramente sono banali: convivenze, trasporti, associazioni temporanee che possono avvantaggiare uno dei due protagonisti o entrambi.
Nel caso degli anfipodi aggrappati ai ragni di mare il vantaggio per i passeggeri appare abbastanza evidente. Meno chiaro, invece, cosa ne ricavi chi trasporta. Potrebbe non ricavarne nulla, e limitarsi a tollerare degli ospiti leggeri che non gli creano particolari fastidi. Situazioni simili, nel mondo animale, non mancano.
Quello che rende la scoperta godibile anche fuori dai circuiti specialistici è la sua immediatezza. Non serve un dottorato per capire cosa sta succedendo guardando un ragno di mare che cammina sul fondale con due passeggeri a bordo. È un comportamento che si spiega da solo e che, allo stesso tempo, apre domande su quanto ancora sfugga alle osservazioni negli strati più profondi dell’oceano.
Il fondale oceanico continua a restituire dettagli che sembrano inventati e invece stanno lì, sotto chilometri d’acqua, da chissà quanto tempo. Un taxi a otto zampe con due clienti a bordo è solo l’ultimo arrivato della lista.
Fonte: TecnoAndroid








