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Capita a chiunque abbia una PlayStation 5 sotto la TV: si preme il tasto sul DualSense, il personaggio esita per una frazione di secondo e il salto va a vuoto. Quel ritardo minimo tra il comando e la reazione a schermo ha un nome preciso, input lag, ed è la prima cosa da mettere sotto esame quando le partite iniziano a sembrare più difficili del dovuto. La domanda che si fanno in molti è sempre la stessa, ovvero se si tratti di un difetto del controller oppure di qualcosa di normale, che riguarda l’intera catena tra le mani del giocatore e il pannello acceso davanti a lui.
La sensazione, del resto, è inconfondibile. Nei giochi che richiedono tempismo al millesimo, dai picchiaduro ai souslike passando per gli sparatutto competitivi, anche un’esitazione brevissima si trasforma in una partita persa. E la reazione istintiva è dare la colpa al pad, magari a quello appena acquistato, magari a quello usato per centinaia di ore.
Perché il DualSense sembra rispondere in ritardo
Il punto è che il DualSense raramente è l’unico responsabile. Il segnale parte dal controller, arriva alla console, viene elaborato e poi spedito al televisore, che a sua volta lo processa prima di mostrarlo. Ogni passaggio aggiunge qualche millisecondo, e la somma finale è quello che si percepisce come ritardo. Un pad collegato via cavo USB, per esempio, elimina uno degli anelli della catena e permette di capire subito se il problema stia nella connessione senza fili oppure altrove.
Le interferenze, in questo senso, contano più di quanto si pensi. Dispositivi elettronici accesi nelle vicinanze, altri accessori senza fili collegati alla PlayStation 5, una distanza eccessiva dalla console o un ostacolo fisico tra le due possono degradare la qualità del collegamento. Anche una batteria in esaurimento, in certi casi, incide sulla stabilità della comunicazione. Sono variabili banali, ma sono spesso quelle che fanno la differenza tra un comando immediato e uno che arriva con mezzo respiro di ritardo.
Il televisore è quasi sempre l’imputato principale
Chi lavora con l’hardware da qualche anno lo sa bene: nella maggior parte dei casi il colpevole del ritardo dei comandi non è il pad, ma lo schermo. I televisori moderni applicano una lunga serie di elaborazioni all’immagine, dalla riduzione del rumore all’interpolazione dei fotogrammi, e tutto questo lavoro richiede tempo. Il risultato è che il frame arriva agli occhi con qualche istante di ritardo rispetto al momento in cui è stato generato dalla console.
La modalità gioco, presente ormai su quasi tutti i pannelli, serve esattamente a questo: disattiva i filtri superflui e accorcia il percorso dell’immagine. Attivarla è spesso sufficiente per far sparire quella sensazione di gommosità nei controlli. Vale la pena controllare anche la porta HDMI utilizzata e le impostazioni video della console, perché una configurazione non ottimale può vanificare tutto il resto.
Quando invece il problema è davvero il controller
Esistono comunque situazioni in cui il controller ha effettivamente qualcosa che non va. Un firmware non aggiornato, un’usura evidente dei componenti interni, un malfunzionamento dei grilletti adattivi o dei sensori sono tutti scenari plausibili, soprattutto su pad che hanno accumulato molte ore di utilizzo. In questi casi conviene procedere per esclusione, provando un secondo controller sulla stessa console e, se possibile, lo stesso pad su un’altra PlayStation 5.
Il metodo è poco romantico ma funziona: si cambia una variabile alla volta e si osserva cosa succede. Cavo al posto del senza fili, modalità gioco accesa e spenta, un secondo pad, una porta HDMI diversa. Nella grande maggioranza dei casi la causa dell’input lag emerge già dopo i primi due tentativi, e quasi mai si trova dove il giocatore l’aveva immaginata all’inizio.










