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Il price cap sui carburanti si allarga e da oggi coinvolge anche IP, che segue la strada già aperta da Eni fissando un tetto massimo ai prezzi di benzina e diesel. Sulla rete Eni il risparmio stimato è di circa 17 centesimi al litro rispetto alle medie nazionali. La compagnia controllata dal gruppo energetico azero Socar ha quindi scelto di muoversi in modo analogo, e questa doppia mossa amplia parecchio le occasioni di risparmio per chi fa rifornimento, riportando al centro il peso della spesa alla pompa per famiglie e imprese.
Per Eni il limite è di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, valido sia al self service sia al servito. La durata iniziale è di 30 giorni, con la possibilità di arrivare fino al 31 dicembre in base a come andranno il mercato e gli approvvigionamenti. Per IP il tetto verrà applicato in modo progressivo partendo dagli impianti a proprio marchio. Socar ha anche fatto sapere che valuterà come estendere l’iniziativa alle stazioni Esso e agli altri operatori che si riforniscono attraverso IP.
Quanto si risparmia davvero con il tetto ai prezzi
La misura arriva in un momento di forte caro carburanti. A pesare c’è anche il taglio dello sconto sulle accise del gasolio, scattato il 26 settembre, che è sceso da 12 a 6 centesimi al litro IVA compresa. I dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 27 settembre indicavano un prezzo medio self service sulla rete stradale di 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il diesel. In autostrada si saliva ancora, rispettivamente a 2,254 e 2,459 euro.
Rispetto a quelle medie il tetto fissato da Eni porta quindi a un risparmio indicativo di circa 17 centesimi per entrambi i carburanti. Quanto conti poi nel portafoglio dipende ovviamente dai consumi. Secondo il Centro Studi Unimpresa una famiglia con due auto potrebbe mettere da parte fino a 80 euro al mese. Un pieno settimanale da 50 litri vale circa 8,45 euro di sconto per un’auto a benzina e 9,35 euro per una diesel. Nei primi 30 giorni il vantaggio si aggira tra 36 e 40 euro per vettura, mentre con una proroga fino al 31 dicembre potrebbe arrivare tra 115 e 127 euro, a parità di consumi e prezzi.
Per chi lavora con i mezzi il beneficio cresce. Le piccole imprese con furgoni e veicoli commerciali leggeri potrebbero risparmiare tra 12 e 37 euro a settimana per veicolo, IVA esclusa. Un artigiano che consuma 80 litri settimanali recupererebbe circa 12,26 euro, un’attività di distribuzione locale con 120 litri arriverebbe a 18,39 euro e un corriere dell’ultimo miglio con 240 litri toccherebbe i 36,79 euro. Una flotta aziendale di dieci furgoni potrebbe risparmiare circa 245 euro a settimana e superare i 3.300 euro se la misura restasse attiva fino a fine anno. Si parla comunque di stime e non di cifre garantite, perché tutto dipenderà dai prezzi dei singoli impianti, dai volumi acquistati e dalla durata del provvedimento.
Fino a 8.500 distributori e i dubbi sulla concorrenza
Con l’ingresso di IP cambia anche la mappa della distribuzione. La rete del gruppo Eni conta 3.847 stazioni in Italia, con vendite medie al dettaglio intorno ai 600 milioni di litri al mese. Ai quasi 4.000 punti vendita Eni ed Enilive si sommano circa 4.500 impianti IP, per un totale potenziale di circa 8.500 distributori, cioè quasi il 39% dei circa 22.000 presenti nel Paese. La copertura reale dipenderà però da come IP applicherà il tetto e dall’eventuale adesione della rete Esso e degli altri operatori della sua filiera.
Non mancano le preoccupazioni. La Figisc Confcommercio ha segnalato il rischio che un intervento di questa portata alteri gli equilibri del mercato, mettendo in difficoltà chi non ha margini simili per abbassare i listini. In discussione ci sono anche la sostenibilità economica dei gestori e la capacità delle reti di garantire il prodotto se la domanda dovesse crescere, visto che prezzi molto più bassi potrebbero concentrare i rifornimenti su pochi impianti con possibili problemi di scorte e logistica. Il riferimento è al caso francese di TotalEnergies, che aveva introdotto un tetto ai prezzi poi prorogato più volte. I gestori indipendenti avevano presentato un esposto all’antitrust francese e in alcune stazioni la forte domanda aveva creato difficoltà nella disponibilità di carburante.
Fonte: TecnoAndroid








