Vai al contenuto
Offerte

Porsche, il nuovo audio Burmester nasconde una svolta al GaN

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Porsche ha depositato una serie di domande di brevetto che riguardano l’impianto audio di bordo, e il punto non è alzare il volume. Il nuovo Burmester 3D High-End Surround Sound System viene presentato come il primo sistema audio automobilistico pronto per la produzione di serie costruito attorno al nitruro di gallio, un materiale semiconduttore che fino a ieri associavamo ai caricabatterie da comodino più che alle sportive di Stoccarda. La differenza, spiega la Casa, si misura in grammi e in gradi centigradi, non in decibel.

Il nitruro di gallio, spesso abbreviato in GaN, gestisce la conversione della tensione dissipando molto meno calore rispetto ai chip in silicio su cui l’industria si è appoggiata per decenni. L’applicazione iniziale riguarda l’amplificatore del subwoofer da 400 watt, con la produzione di serie prevista sulle future generazioni Porsche a partire dal 2027. Un debutto circoscritto, insomma, ma con un’idea precisa dietro.

Perché il nitruro di gallio finisce nell’amplificatore

I transistor al nitruro di gallio commutano più rapidamente e perdono meno energia sotto forma di calore rispetto agli equivalenti in silicio. Detta così sembra un dettaglio da laboratorio, invece su un’auto sportiva cambia parecchio. Peso e gestione termica sono due vincoli con cui gli ingegneri combattono ogni giorno, e ogni componente che scalda meno libera spazio e margine altrove. In un impianto stereo da salotto la questione è meno stringente, in abitacolo no.

Non a caso Porsche racconta l’operazione come un intervento di efficienza tecnologica, prima ancora che come un salto nella qualità sonora. È un’impostazione coerente con la storia del progetto, sviluppato insieme a Burmester e all’Istituto per i sistemi robusti di semiconduttori di potenza dell’Università di Stoccarda, partito da un amplificatore prototipo nella primavera del 2024. Due anni di lavoro per portare in produzione un’architettura che nel mondo dell’elettronica di consumo è già di casa, ma che nell’automotive deve superare requisiti ben più severi in termini di affidabilità e durata.

Meno alluminio, componenti più piccoli

Il beneficio concreto è un hardware più compatto e leggero. Il minore carico termico permette di ridurre il dissipatore dell’amplificatore di circa 20% e di ridimensionare componenti passivi come condensatori e induttori, senza sacrificare la potenza in uscita. Il ragionamento arriva fino alla catena produttiva, perché meno alluminio nel dissipatore significa un’impronta industriale più contenuta, dato che la produzione di alluminio è tra le più energivore in assoluto.

Chiaro che tutto questo non tocca le auto già in strada. Il sistema Burmester basato su GaN è destinato a un futuro modello di serie atteso nel 2027, quindi si parla di una scelta hardware pensata in prospettiva e non di un aggiornamento software da scaricare via etere. La manopola fisica del volume, quella, Porsche continua a ritenerla indispensabile su ogni sua auto.

L’abitacolo come terreno di differenziazione

La mossa si inserisce in una linea di lavoro più ampia, quella che porta il costruttore a trattare l’abitacolo come uno spazio in cui distinguersi e non soltanto da rifinire. Nel portafoglio brevetti c’è già una funzione chiamata tunnel mode, pensata per rimodellare l’acustica interna, e poi ci sono i suoni sintetici di cambiata sviluppati per le elettriche, un tema su cui il marchio ha investito parecchio. Anche il layout interno della Cayenne elettrica è stato ripensato attorno a schermi e comandi, più che attorno alla classica pulsantiera che ha caratterizzato le generazioni precedenti. Il filo conduttore è sempre lo stesso. L’esperienza a bordo diventa un capitolo tecnico a sé, con le stesse logiche di ottimizzazione che di solito si applicano a sospensioni e aerodinamica. E in questo caso la leva scelta è un materiale semiconduttore, il nitruro di gallio, che entra nell’auto passando dalla porta dell’audio con l’amplificatore del subwoofer da 400 watt come primo banco di prova.

Condividi:
188 Condivisioni