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Chi possiede un Pixel recente si ritroverà presto una novità dentro le impostazioni della batteria, e non è una di quelle modifiche cosmetiche che passano inosservate. Google ha iniziato a distribuire il Riepilogo dell’utilizzo della batteria, una funzione che prova a spiegare, in parole semplici, quali app stanno prosciugando la carica dall’ultima ricarica. Se ne parlava già un paio di settimane fa, quando le prime tracce erano emerse dalla Beta 3 di Android 17 QPR2, e adesso il rilascio è ufficiale.
L’idea di fondo è tutt’altro che banale. La schermata dei consumi esiste da sempre su Android, ma leggerla è spesso un esercizio di pazienza tra percentuali sparse e nomi di processi poco comprensibili. Qui invece, nella parte alta della pagina Utilizzo della batteria, compare un riassunto personalizzato costruito dall’intelligenza artificiale che gira direttamente sul dispositivo, ovvero Gemini Nano. Niente dati spediti altrove, tutta l’analisi resta in locale.
Cosa mostra davvero il riepilogo sui Pixel
Il percorso per trovarlo è quello classico, Impostazioni, poi Batteria, poi Utilizzo della batteria. Da lì il sistema mette in fila tre informazioni che di solito richiedono un lavoro di deduzione da parte dell’utente. Prima di tutto identifica le applicazioni più energivore, quelle che hanno pesato di più sul consumo complessivo. Poi tiene d’occhio l’attività in background, che è spesso il vero colpevole quando un telefono si scarica senza motivo apparente mentre resta in tasca. Infine mette a confronto il consumo totale e quello delle singole app con le medie abituali dell’utente nel periodo selezionato.
Quest’ultimo punto è forse il più interessante. L’intervallo temporale non è fisso, si può scegliere tutto il tempo trascorso dall’ultima ricarica, oppure una giornata intera, oppure ancora una delle finestre da due ore all’interno del giorno. In pratica diventa possibile capire non solo quanto consuma un’app, ma se in quel preciso momento stia consumando più del solito. Che è poi la domanda che si fanno tutti quando la percentuale crolla di venti punti in un pomeriggio qualsiasi.
Il risultato è una lettura più immediata di quello che succede sotto il cofano. Nessuna promessa di autonomia miracolosa, sia chiaro, ma uno strumento per capire il perché di certi comportamenti. E capire il problema, in genere, è metà del lavoro.
Quali modelli lo ricevono e come si disattiva
La pagina di supporto pubblicata da Google non indica limitazioni geografiche, il che lascia pensare che il rollout stia procedendo anche in Italia. I requisiti indicati sono due e sono piuttosto secchi. Serve un Pixel 10 o un modello successivo, quindi le generazioni 2025 e 2026 della gamma, e serve avere installata l’ultima versione di AI Core, l’app di sistema che gestisce i modelli di intelligenza artificiale in locale sui dispositivi Google.
Chi rientra in questi paletti non deve fare nulla di particolare. Una volta arrivata, la funzione si attiva da sola, senza interruttori da cercare o procedure di configurazione. Per chi invece preferisce non vedere il riassunto in cima alla schermata, la disattivazione è rapida, basta tornare su Impostazioni, Batteria, Utilizzo della batteria e aprire il menù con i tre pallini in alto a destra, dove compare la voce Riepilogo. Stesso percorso, ovviamente, per riattivarla in un secondo momento.
Il fatto che l’elaborazione avvenga interamente on device è il dettaglio che rende la cosa più digeribile dal punto di vista della privacy. I dati sull’uso delle applicazioni sono tra i più delicati che un telefono raccoglie, e sapere che restano dentro il Pixel senza passaggi su server esterni cambia parecchio la percezione della funzione.








