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Girare per Vice City con un fucile a pompa in mano, in GTA 6, non sarà più una passeggiata tranquilla come accadeva in passato. Rockstar Games ha chiarito il motivo di questa scelta, e la spiegazione dice molto su come è cambiata la filosofia dello studio negli anni che separano il nuovo capitolo dal predecessore. Il concetto è semplice: un mondo costruito con quel livello di dettaglio non può permettersi personaggi che si comportano come manichini indifferenti.
Sono passate due generazioni di console da GTA 5, il pubblico è diverso, e anche il modo in cui si mettono insieme i videogiochi non è più quello di allora. Cambiamenti che si riflettono su tutto, comprese le regole che governano i protagonisti e le loro azioni. Portare le armi in bella vista, cosa che nei capitoli precedenti nessuno sembrava notare, ora ha delle conseguenze concrete.
Cosa ha detto Rockstar Games sulla gestione delle armi
Rob Nelson, co capo di Rockstar Games e Development Lead del progetto, è stato piuttosto diretto nel spiegare la questione. Un sistema come quello di GTA 5 risulterebbe stonato accanto alla credibilità che il resto del mondo di gioco vuole trasmettere.
“Non riteniamo che funzioni più a questa risoluzione e con la sofisticazione comportamentale che richiediamo dalla nostra popolazione ora”, ha dichiarato. E poi ha aggiunto il paragone che rende tutto chiarissimo: “In GTA 5 puoi tirare fuori un fucile a pompa dal nulla davanti alla gente senza che ci sia alcuna reazione. Qui non funziona così.” Il che non significa disarmare il giocatore. Le regole ci sono, ma sono regole di ingombro e visibilità, non di divieto. “Puoi sempre tenere con te due pistole nascoste ogni volta che vuoi”, ha continuato Nelson. “Puoi trasportare due armi lunghe e saranno visibili sulla schiena e in mano. Non puoi metterle entrambe sulla schiena: una va nella mano secondaria e una sulla schiena se vuoi portarne due. La gente reagirà vedendoti andare in giro in quel modo.”
Gli NPC di GTA 6 notano e reagiscono
La vera novità sta nella popolazione digitale che riempie le strade. Gli NPC, spiega Nelson, “sono più sfaccettati rispetto al passato, quindi se hai semplicemente un’arma lunga sulla schiena, dovresti essere a posto. Se invece ne impugni una in mano, alla gente la cosa non piacerà, reagirà e inizierà ad allontanarsi da te.” Una distinzione fine ma significativa. L’arma appesa dietro le spalle passa quasi inosservata, quella tenuta in pugno cambia la temperatura della scena. Chi si trova nei paraggi si scosta, prende le distanze, si comporta come farebbe una persona reale davanti a qualcuno armato. È il tipo di dettaglio che non si nota nei trailer ma che ridefinisce il ritmo dell’esplorazione, perché costringe a pensare due volte prima di attraversare una piazza affollata con il fucile pronto.
Non è l’unico ambito in cui GTA 6 prova a fondere il passato con il presente della serie. Il sistema di guida, per esempio, recupera alcuni degli aspetti migliori di GTA 4 e li unisce all’accessibilità che aveva reso GTA 5 immediato per chiunque. Una via di mezzo tra il peso simulativo del quarto capitolo e la leggerezza del quinto.








