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Phil Schiller lascia App Store ed eventi Apple: chi prende il posto

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Phil Schiller lascia la guida dell’App Store e degli eventi Apple, chiudendo di fatto una delle fasi più lunghe e riconoscibili della sua carriera dentro Cupertino. La notizia arriva proprio nella giornata del 31 agosto 2026, la stessa in cui Tim Cook saluta il ruolo di amministratore delegato. Schiller non se ne va del tutto, resta in azienda con il titolo di Apple Fellow, ma le due deleghe operative che ancora teneva strette passano ad altri.

Il percorso, a guardarlo bene, era già cominciato tempo fa. Nel 2020 Schiller aveva lasciato la carica di senior vice president del marketing mondiale, sostituito da Greg Joswiak, e in quell’occasione Apple aveva chiarito che avrebbe comunque continuato a occuparsi dell’App Store e degli eventi. Cosa che ha fatto, e non certo con il piede sull’acceleratore alzato: nel 2024 si raccontava di settimane lavorative da quasi 80 ore.

L’App Store torna sotto Eddy Cue

Il cambio più pesante sul piano organizzativo riguarda proprio il negozio digitale. La responsabilità dell’App Store passa alla divisione servizi guidata da Eddy Cue, che quel perimetro lo conosce parecchio bene visto che lo aveva già gestito fino al 2015, quando la delega era finita a Schiller e al reparto marketing. Un ritorno alle origini, insomma, con Cue che nel frattempo sta assumendo un peso crescente nella nuova Apple targata Ternus.

Nel lavoro quotidiano l’App Store sarà guidato da Carson Oliver, veterano del dipartimento, che ora risponde direttamente a Cue. Due anni fa era stato lo stesso Schiller a dividere le responsabilità della struttura tra due riporti diretti, Oliver e Ann Thai. La scelta di affidare a Oliver la gestione operativa suggerisce quindi una continuità interna piuttosto che uno scossone.

Sul fronte degli eventi Apple, quelli che scandiscono l’anno con i keynote e le presentazioni dei nuovi prodotti, il testimone va a Nola Weinstein, che dal 2023 ricopriva il ruolo di vice di Schiller su quella stessa funzione. Weinstein riporterà a Kristin Huguet Quayle, vicepresidente comunicazione e relazioni pubbliche dell’azienda. Anche qui nessun nome calato dall’esterno, ma una persona che quel meccanismo lo maneggia già da tre anni.

Cosa resta a Schiller e il passaggio di consegne al vertice

Pur rinunciando alle due deleghe, Schiller mantiene il titolo di Apple Fellow e lavorerà su iniziative non meglio specificate. Il punto interrogativo, per chi sta dentro l’azienda, riguarda la durata di questa fase intermedia: tra i dipendenti la lettura prevalente è che si tratti di un passo consistente verso il pensionamento definitivo. Nessuna data, nessun annuncio formale in tal senso, solo la sensazione diffusa che il perimetro delle sue attività si stia progressivamente restringendo.

Il tempismo, poi, non è casuale. Oggi è l’ultimo giorno di Tim Cook alla guida di Apple. Da martedì le chiavi passano a John Ternus, e il riassetto delle responsabilità di Schiller si inserisce dentro questo cambio di stagione al piano dirigenziale. Cook ha voluto salutare i dipendenti con una lettera interna, un modo abbastanza classico di chiudere un capitolo lungo quasi quindici anni.

La figura di Schiller, per chi segue Apple da tempo, è legata a doppio filo a due cose molto diverse tra loro: la scenografia dei keynote, con quel ritmo studiato al secondo, e la difesa pubblica dell’App Store nei momenti più complicati, tra cause legali, pressioni normative e polemiche sulle commissioni. Entrambe adesso passano di mano, e passano a persone che già le stavano gestendo da vicino.

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