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Il rover Perseverance prosegue con successo la sua esplorazione di Marte e negli ultimi tempi si è trovato davanti a rocce mai osservate prima da vicino. Di questa missione non si sentiva parlare da un po’, eppure il lavoro non si è mai fermato e resta legato a un obiettivo molto chiaro. Si tratta di ricostruire la storia del cratere Jezero, una storia che in buona parte è rimasta impressa proprio nelle rocce presenti in quest’area del pianeta.
Leggere quelle pagine di pietra però non è affatto semplice. La difficoltà non riguarda soltanto la complessità del materiale da analizzare, perché alcune delle formazioni più interessanti non si trovano nemmeno dentro il cratere. Sono invece al di fuori, in terreni molto più antichi dei sedimenti lasciati dai fiumi e dai laghi che un tempo occupavano questa regione. Per capire davvero cosa sia accaduto bisogna quindi allargare lo sguardo e spingersi oltre i confini del bacino, verso zone che raccontano un capitolo ancora precedente della vicenda marziana.
Lac de Charmes, tra valli e creste a ovest di Jezero
È esattamente quello che il rover sta facendo. Già da tempo Perseverance si è spostato nelle aree adiacenti al cratere e in questo momento sta esplorando una zona chiamata Lac de Charmes. Il paesaggio è fatto di valli e creste e si trova a ovest del bordo di Jezero, in un territorio ben diverso da quello percorso nelle fasi iniziali della missione. Non più quindi il fondo di un antico lago ma un’area esterna, con caratteristiche proprie e una storia tutta da decifrare.
A quanto pare queste rocce antiche risalgono a una fase davvero remota della storia del pianeta rosso. Parliamo di un periodo in cui Marte era ancora sottoposto a un intenso bombardamento di asteroidi, un’epoca turbolenta e lontanissima nel tempo. Avere la possibilità di studiare da vicino materiale così vecchio significa poter osservare una testimonianza diretta di quel passato, qualcosa che i sedimenti lasciati dall’acqua all’interno del cratere non sono in grado di offrire.
Tredici abrasioni per ricostruire il passato marziano
Analizzare queste formazioni ha un valore doppio. Da un lato consente di ricostruire il passato di Marte, dall’altro apre uno spiraglio su alcuni dei processi che hanno modellato i pianeti rocciosi nelle prime fasi del Sistema Solare. Quello che si scopre a Lac de Charmes, in altre parole, non riguarda soltanto il pianeta rosso ma tocca una questione più ampia, cioè il modo in cui i corpi rocciosi hanno preso forma agli albori della loro esistenza.
Il lavoro sul campo non è stato certo lineare. In questa fase della missione Perseverance ha seguito un percorso tutt’altro che diretto, muovendosi avanti e indietro e tornando più volte su diversi affioramenti. Un itinerario tortuoso, lontano dall’idea di un semplice spostamento da un punto all’altro, che mostra quanta attenzione richieda l’esame di queste rocce così antiche e così diverse da quelle incontrate in precedenza.
Nel corso di questi passaggi il rover ha realizzato ben 13 abrasioni, ovvero dei carotaggi superficiali leggeri eseguiti sulle rocce della zona.
Fonte: TecnoAndroid








