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Il Pentagono ha diffuso venerdì 18 settembre la sesta tranche di documenti sugli Ufo, o meglio su quelli che nel linguaggio militare vengono chiamati Uap, fenomeni anomali non identificati. Il dipartimento, ribattezzato Dipartimento della Guerra dall’amministrazione Trump, ha caricato 71 file complessivi: 55 PDF, 15 video e una registrazione audio. Sessantasette arrivano direttamente dagli archivi militari, gli altri quattro dalle forze dell’ordine locali del Colorado. Le cancellature restano la regola, visto che 64 documenti su 71 contengono parti oscurate.
Il rilascio rientra in Pursue, il programma di declassificazione nato da una direttiva presidenziale di febbraio. La prima pubblicazione risale all’8 maggio, poi ne sono seguite altre quattro fino al 7 agosto. Il ritmo, insomma, è costante, anche se la sostanza cambia poco da una puntata all’altra.
Warp drive, wormhole e uno sguardo puntato sul 2050
Il blocco più corposo riguarda l’Aawsap, l’Advanced Aerospace Weapon System Applications Program, un’iniziativa riservata che la Defense Intelligence Agency avviò nel 2008 e chiuse nel 2012. Il documento di obiettivi del luglio 2008, ora pubblico, chiarisce lo scopo: capire fisica e ingegneria dei sistemi d’arma aerospaziali che una potenza straniera avrebbe potuto schierare da quel momento fino al 2050, con attenzione particolare alle tecnologie capaci di scompaginare le traiettorie di sviluppo già in corso. Le ricerche vennero affidate a una società privata dell’imprenditore Robert Bigelow.
Dentro ci sono 37 Defense Intelligence Reference Documents, studi che sfiorano apertamente la fantascienza: propulsione a curvatura, cioè il warp drive di Star Trek, wormhole attraversabili, antigravità, propulsione a massa negativa, sistemi di occultamento. Non sono inediti, la Dia li aveva già rilasciati rispondendo a richieste basate sul Freedom of Information Act. La versione attuale aggiunge però dettagli prima coperti, come i nomi degli uffici che li hanno prodotti. Il dipartimento, nelle note di accompagnamento, li definisce prodotti di riferimento e sintesi più che ricerca originale, e avverte che non vanno letti come una convalida attuale dei concetti discussi. Tradotto: aver commissionato uno studio sui wormhole non significa averne trovato uno.
Il dossier medico e le sei sfere sul Medio Oriente
Il pezzo più delicato è uno studio tecnico di 38 pagine datato marzo 2010, dedicato alle possibili lesioni subite da osservatori umani a contatto con sistemi aerospaziali avanzati anomali. Tre persone in buona salute, descritte come ingegneri di antenne, dopo un evento definito anomalo avrebbero accusato sensazioni di calore, arrossamenti cutanei e perdita di capelli. Uno dei tre avrebbe mostrato segni di malattia da radiazioni e, negli anni successivi, alterazioni di tipo maligno. La fonte dell’esposizione non viene mai identificata. L’autore confronta i casi con 42 episodi pubblicati e circa 300 non pubblicati di lesioni da radiofrequenza, tutti con sorgente nota, e conclude che i dati bastano a sostenere l’ipotesi di sistemi avanzati già operativi. Un’ipotesi, appunto. Vale la pena notare che chi lavora sulle antenne è una categoria professionalmente esposta ai campi a radiofrequenza.
Tra gli avvistamenti recenti spicca un filmato mediorientale. Il Comando centrale statunitense ha trasmesso all’ufficio del Pentagono che indaga sugli Uap circa un minuto di riprese all’infrarosso registrate nel 2025 da una piattaforma militare: sei piccoli oggetti sferici raggruppati, agili, con frequenti cambi di direzione. La velocità stimata dall’operatore è di circa 480 miglia orarie, poco meno di 770 km/h. Caso irrisolto. Un altro video del 2022 mostra un oggetto che viaggia tra i 130 e i 290 km/h, con l’equipaggio che parlava di corpi di uno o due metri. Completano il quadro una clip infrarossa girata nel 2023 al largo della Cina e quattro riprese col cellulare fatte dalla polizia del Colorado nell’ottobre 2023, con luci lampeggianti rosse, blu e verdi e nessun rumore.
Gli archivi della Guerra fredda e una trasparenza a senso unico
La parte storica include un’ora di audio di una presentazione del marzo 1952 del capitano Edward J. Ruppelt, futuro responsabile del Project Blue Book, chiuso nel 1969. Ruppelt spiegava che circa il 20% degli 800 rapporti esaminati arrivava da testimoni molto affidabili e che su quei casi non si poteva trarre assolutamente nessuna conclusione. C’è anche il celebre filmato di Tremonton, nello Utah, girato il 2 luglio 1952 da Delbert C. Newhouse, sottufficiale e fotografo della Marina, che riprese in pellicola a colori da 16 mm un gruppo di dodici o quattordici oggetti luminosi. Nel dicembre 1952 tecnici e rappresentanti di General Mills conclusero che somigliavano a palloni aerostatici, con un dissenso interno. Più avanti si optò per i gabbiani che riflettevano il sole.
L’ufficio che indaga su questi fenomeni ripete di non aver trovato prove verificabili di tecnologia extraterrestre, pur ammettendo che molti episodi restano senza spiegazione. Lunedì 14 settembre è arrivata una deroga legale che permette a militari, civili e contractor, in servizio o congedati, di condividere informazioni riservate con i rappresentanti di Pursue senza incorrere nelle sanzioni previste dagli accordi di riservatezza. Vale solo per le comunicazioni dirette al programma, non per la divulgazione pubblica: il flusso va dai testimoni al governo, e sarà il governo a decidere cosa mostrare.
Fonte: TecnoAndroid








