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PEC obbligatoria per chi ha un’auto o una moto: la novità arriva dal testo base del nuovo Codice della Strada, che in questa fase si trova in consultazione pubblica e che introduce l’obbligo di possedere una casella di posta elettronica certificata per tutti i proprietari di veicoli. Le associazioni di settore hanno tempo fino al 13 settembre per presentare osservazioni e proposte di modifica, quindi la versione definitiva delle regole prenderà forma nelle settimane successive. Il principio, però, è già scritto nero su bianco.
L’idea di fondo è semplice e per nulla nuova nel panorama italiano, cioè spostare online il maggior numero possibile di pratiche burocratiche legate al mondo dei motori. L’obbligo si inserisce nel quadro dell’INAD, l’Indice nazionale dei domicili digitali, dove ogni proprietario dovrà registrarsi indicando il proprio indirizzo di posta certificata. In sostanza, il domicilio digitale diventa il canale ufficiale attraverso cui la pubblica amministrazione comunica con chi ha un veicolo intestato.
Tutte le pratiche che passeranno dalla posta certificata
L’elenco degli adempimenti coinvolti è lungo e tocca praticamente ogni momento della vita di un’auto o di una moto. Serve la posta elettronica certificata per il rilascio della carta di circolazione e della targa di un veicolo nuovo. Serve per registrare il trasferimento di proprietà, e qui il dettaglio non è banale, perché dovranno averla sia il venditore sia l’acquirente. Serve per gestire le situazioni sfortunate, come il furto o lo smarrimento della targa. Serve per le modifiche alle caratteristiche costruttive del mezzo, quindi per tutto quello che riguarda gli interventi tecnici che vanno comunicati.
Non finisce qui, perché anche la revisione periodica del veicolo rientra nel perimetro, così come l’iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri, pensato per chi risiede in Italia ma guida un’auto immatricolata fuori dai confini nazionali. Messi in fila, questi punti raccontano una direzione chiara, cioè qualsiasi passaggio burocratico legato al veicolo finirà per transitare dalla casella certificata. Una novità tutt’altro che marginale, soprattutto per chi finora ha gestito targhe e libretti con carta, sportelli e agenzie.
Come si attiva una casella e cosa cambia per chi non l’ha mai usata
Chi non possiede ancora una casella PEC può attivarla senza particolari complicazioni. La procedura assomiglia a quella di un normale account di posta elettronica, con una differenza importante, cioè un passaggio di identificazione che serve a verificare l’identità del titolare. L’attivazione è aperta a privati, aziende e professionisti, e va detto chiaramente che si tratta di un servizio a pagamento, quindi non di uno strumento gratuito come le classiche mail.
Vale la pena ricordare che la posta certificata ha già un ruolo centrale in molti altri ambiti della burocrazia italiana, dai rapporti con gli enti pubblici alle comunicazioni formali che richiedono valore legale. L’obbligo per gli automobilisti, in questo senso, si aggiunge a un ecosistema in cui il canale digitale viene richiesto sempre più spesso dalla pubblica amministrazione, come dimostra anche la progressiva espansione dell’IT-Wallet. Per chi era rimasto indietro, insomma, questo potrebbe essere il momento adatto per mettersi in pari.
Il punto ancora aperto riguarda i tempi. Una volta chiusa la consultazione e definito il testo del nuovo Codice della Strada, bisognerà capire quanto margine avranno i cittadini per adeguarsi e quanto tempestiva sarà la comunicazione ufficiale, un aspetto che in passato non è sempre stato gestito con il preavviso necessario. La scadenza del 13 settembre per le osservazioni delle associazioni resta il primo passaggio da monitorare, perché è lì che potrebbero arrivare correzioni o richieste di ammorbidimento sull’obbligo del domicilio digitale per i proprietari di veicoli.










