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Le patenti degli over 85 restano al loro posto, senza divieti autostradali e senza confini chilometrici, ma il rinnovo diventerà una faccenda decisamente più seria. Il cantiere del nuovo Codice della Strada ha subito l’ennesima correzione di rotta, arrivata a poche ore di distanza dal passo indietro sull’obbligo della casella Pec per l’acquisto e la revisione delle auto. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto per disinnescare quella che rischiava di trasformarsi in una grana politica pesante, ovvero la stretta sui guidatori più anziani finita nella bozza circolata nei giorni scorsi. Il testo che aveva acceso il dibattito conteneva paletti tutt’altro che morbidi per gli automobilisti con più di 85 anni. Divieto assoluto di transitare in autostrada, impossibilità di guidare oltre un raggio di 100 chilometri dalla propria residenza, equiparazione ai neopatentati con tolleranza zero sull’alcol, quindi 0 g/l. Un pacchetto di restrizioni che, però, non arriverà mai in Gazzetta.
Lo stralcio voluto da Salvini
Con una nota ufficiale diffusa da Piazza di Porta Pia è stato chiarito che quelle disposizioni sono state cancellate dalle norme di comportamento del Titolo II su richiesta esplicita del ministro Matteo Salvini. Il vicepremier ha imposto la rimozione con un obiettivo dichiarato, cioè evitare di penalizzare una fascia d’età per la quale la mobilità coincide spesso con l’indipendenza personale. Niente limiti anagrafici, insomma, almeno sul fronte di dove e come si può circolare.
Resta però un dettaglio curioso, che racconta parecchio dei meccanismi interni alla stesura della riforma. Nonostante la contrarietà del ministro, le limitazioni agli over 85 non erano semplici voci di corridoio. Erano scritte nero su bianco, disciplinate nel dettaglio dai tecnici all’interno del Titolo V, la sezione dedicata proprio alla patente di guida. Un disallineamento evidente tra chi scrive le norme e chi poi ci mette la firma politica. Il dicastero ha provato a chiudere la questione precisando che ogni riferimento anagrafico restrittivo sparirà anche dalla Tabella finale del provvedimento. E qui il Ministero fa notare un particolare non da poco, ovvero che su quel documento avrebbero lavorato anche tecnici appartenenti ad altre amministrazioni. Una precisazione che suona come un modo elegante per allargare le responsabilità.
Dal calendario all’ambulatorio
La cancellazione dei divieti chilometrici non equivale però a un liberi tutti. Per garantire la sicurezza di chi si mette al volante in età avanzata, e di chi condivide con lui la carreggiata, il ministero ha già annunciato l’arrivo di visite mediche di idoneità molto più accurate rispetto a oggi. Il filtro, in pratica, cambia natura. Non sarà più l’anno di nascita a decidere chi può guidare e chi no, ma l’esito degli accertamenti sanitari.
Il che significa, presumibilmente, un’asticella più alta sui requisiti psicofisici, sulla vista e sui tempi di reazione. Il rinnovo della patente smetterà di essere una formalità da sbrigare in mezza mattinata e diventerà un percorso con più controlli, calibrato sulle condizioni reali della persona anziché su una soglia anagrafica uguale per tutti. Un approccio che, sulla carta, appare meno brutale ma potenzialmente più selettivo.
Sul resto del pacchetto, intanto, la linea non si ammorbidisce. La bozza governativa conferma gli inasprimenti previsti per l’uso dello smartphone alla guida, sanzioni pesanti che non colpiranno soltanto gli automobilisti. Nel mirino finiscono anche i pedoni sorpresi con gli occhi incollati allo schermo mentre attraversano la strada, una novità che allarga il perimetro delle multe a chi cammina. Ora la palla passa alle associazioni di settore, chiamate a dire la loro sul testo. Il termine per far arrivare le osservazioni al ministero è fissato al 13 settembre.










