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Da qualche giorno la scheda di Desktop Camera sul Play Store ha smesso di mostrare immagini segnaposto e ha iniziato a raccontare qualcosa di concreto, ed è così che sono arrivati i primi dettagli reali sull’aspetto dell’app fotocamera pensata per i Googlebook. Un aggiornamento apparentemente minore, in realtà il primo sguardo autentico su uno dei componenti software più attesi della nuova piattaforma, atteso al debutto nel giro di poche settimane.
Il dettaglio che colpisce subito è l’icona. Stile grafico moderno, la stessa tonalità di blu e lo stesso effetto sfumato che caratterizzano le app native della gamma Pixel. Una scelta estetica coerente, che però non va letta come un indizio su presunti dispositivi Googlebook a marchio Google. Al momento non ci sono segnali che l’azienda voglia produrre hardware in prima persona per il lancio iniziale, che invece sembra affidato a partner terzi.
Un’app costruita attorno agli schermi grandi
La descrizione ufficiale pubblicata sullo store mette subito le carte in tavola. Desktop Camera nasce per superfici più ampie di quelle di uno smartphone, quindi tablet e computer desktop, con un’interfaccia che promette di adattarsi in modo intuitivo sia all’uso tramite touch sia a quello con mouse e tastiera. Non è un dettaglio da poco, considerando quanto spesso le app fotocamera portate su schermi grandi finiscano per sembrare semplici versioni ingrandite di qualcosa nato per il telefono.
Le indiscrezioni raccolte finora sui dispositivi in arrivo indicano che i Googlebook arriveranno sia come laptop veri e propri sia come tablet. Due formati diversi, due modi diversi di impugnare o appoggiare il dispositivo, e quindi la necessità per l’app di funzionare senza sbavature su configurazioni hardware piuttosto lontane tra loro.
Le funzioni annunciate, tra webcam esterne e scansioni
Il primo punto messo in evidenza è l’interfaccia responsive, capace di riorganizzarsi dinamicamente in base al formato del dispositivo, con supporto per l’orientamento orizzontale. Una cosa che su tablet e laptop convertibili fa la differenza, visto che sono proprio quelli i device che cambiano posizione più spesso durante l’uso.
Poi c’è la possibilità di collegare webcam esterne tramite porta USB, con passaggio dalla fotocamera integrata al dispositivo esterno in modo semplice e immediato. Chi usa il proprio Googlebook in una postazione fissa, con monitor e periferiche attorno, difficilmente si accontenta del sensore integrato nella cornice dello schermo, e questa opzione va esattamente in quella direzione.
Tra le funzioni più interessanti c’è la scansione intelligente dei documenti, che si appoggia a modelli di machine learning per ritagliare automaticamente l’inquadratura e migliorare la qualità dell’immagine. Il risultato dovrebbe essere una copia digitale nitida e leggibile di un foglio di carta, senza tirare fuori uno scanner dedicato. A completare il pacchetto arriva la scansione dei codici QR, per aprire link e recuperare informazioni semplicemente inquadrando il codice con la fotocamera del dispositivo.
Chi ha usato Pixel Tablet si troverà a casa
Sul piano visivo, l’interfaccia di Desktop Camera non si allontana molto da quella dell’app Pixel Camera già presente su Pixel Tablet. La maggior parte dei controlli è concentrata lungo il bordo destro dello schermo, dove trova posto anche il selettore per passare dalla modalità foto a quella video, sistemato nell’angolo in basso a destra. Le impostazioni aggiuntive si richiamano invece dal lato sinistro dell’interfaccia, mentre subito sotto il pulsante di scatto c’è l’accesso diretto alla galleria per rivedere le foto appena scattate.
Una disposizione familiare, quindi, che riduce al minimo il tempo necessario per capire dove si trova ogni cosa. Ed è anche il segnale che Google, almeno per questa prima versione dell’app dedicata ai Googlebook, ha preferito ripartire da un linguaggio visivo già collaudato piuttosto che reinventare tutto da zero.










