La patente a 17 anni è pronta a diventare realtà anche in Italia, e non si tratta di un’ipotesi buttata lì tanto per fare rumore. Il tema è finito dentro la revisione del Codice della Strada, e già questo dice parecchio sulla direzione che si vuole prendere. L’idea di fondo è semplice, almeno sulla carta, permettere ai ragazzi di avvicinarsi alla guida un po’ prima rispetto a quanto avviene oggi, ma con paletti ben precisi.
Chi immagina un diciassettenne libero di saltare in auto e partire da solo resterà deluso. Non funziona così, e forse è meglio spiegarlo subito. Il meccanismo previsto ruota attorno alla cosiddetta guida accompagnata, una formula che in altri Paesi europei è già rodata da tempo e che ora si vorrebbe portare pienamente a regime anche da noi.
Come funziona la guida accompagnata e cosa cambia davvero
Il concetto è questo. Un ragazzo che ha compiuto 17 anni e ha superato l’esame potrà mettersi al volante, ma solo con accanto una persona adulta che rispetti determinati requisiti. Una sorta di apprendistato su strada, insomma, pensato per accumulare esperienza vera prima di guidare in autonomia completa. L’accompagnatore non è una figura simbolica, deve avere una patente valida da un certo numero di anni e nessun problema serio alle spalle in termini di sanzioni gravi.
L’obiettivo dichiarato è ridurre l’incidentalità tra i neopatentati, che restano una delle categorie più esposte quando si parla di sicurezza. Arrivare alla guida solitaria dopo un periodo di rodaggio, con qualcuno di esperto seduto di fianco, dovrebbe aiutare a maturare quei riflessi e quella prudenza che di solito si costruiscono soltanto con i chilometri. È una logica che punta più sulla prevenzione che sulla repressione, ed è un cambio di prospettiva interessante.
C’è poi il tema delle limitazioni. Anche superato l’esame, il giovane conducente resta comunque un neopatentato a tutti gli effetti, con tutti i vincoli che questo comporta. Limiti di potenza dei veicoli, soglie più basse per l’assunzione di alcol, controlli più stringenti. Nulla di nuovo rispetto a quanto già previsto, ma vale la pena ricordarlo perché la patente anticipata non toglie nessuna di queste tutele, semmai le affianca a un percorso più graduale.
Un percorso già diffuso in Europa
La revisione del Codice della Strada guarda con attenzione a quello che succede oltre confine, dove sistemi simili sono operativi da anni e i risultati raccolti finora sembrano incoraggianti. L’Italia arriva quindi un po’ in ritardo su questo fronte, ma la logica dell’allineamento alle pratiche europee è chiara. Anticipare l’ingresso nel mondo della guida senza rinunciare alla sicurezza stradale è la scommessa che sta dietro tutta questa impostazione.


