In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
La patente a 17 anni è una delle novità che potrebbe riscrivere buona parte del Codice della Strada italiano, insieme a un nuovo modo di calcolare le multe, al sorpasso a destra in autostrada e a tutele più solide per motociclisti e utenti considerati vulnerabili. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il confronto per la revisione mettendo sul tavolo oltre 15 proposte, con l’idea di arrivare a una normativa più chiara e centrata sulla sicurezza. Attenzione però, non sono regole già in vigore. Sono ipotesi che dovranno passare al vaglio prima di finire, eventualmente, nel testo definitivo della riforma.
Patente B a 17 anni e la sorpresa dei mezzi pesanti
Questa è probabilmente la parte destinata a far discutere di più. La normativa europea consente di prendere la patente B già a 17 anni, ma fino ai 18 la guida deve avvenire con al fianco un automobilista esperto. L’Italia dovrà recepire queste indicazioni entro la fine del 2027 e fissare le condizioni precise. Il progetto prevede la possibilità di iniziare prima il percorso di guida accompagnata per chi ha già patente A1 e B1. Il che non vuol dire che dall’anno prossimo ogni diciassettenne salirà in auto per guidare da solo.
E qui arriva una delle proposte più curiose. Il MIT sta valutando di permettere ai diciassettenni con patente B e CQC di condurre anche certi mezzi pesanti senza rimorchio, quelli che richiedono la patente C1 o C. Si tratta di un’idea tutta italiana, non di un obbligo europeo. La direttiva comunitaria, infatti, non fissa a 17 anni l’età per la patente C dei camion. Sempre sul fronte camionisti, per contrastare la carenza cronica di conducenti, si ipotizza di guidare veicoli con patente C anche senza avere ancora la CQC, a patto di essere iscritti a un corso di qualificazione iniziale.
Multe, sorpasso a destra e nuove tutele su strada
Cambia potenzialmente anche il modo di calcolare le sanzioni per eccesso di velocità. L’ipotesi sul tavolo è un sistema progressivo, dove il costo cresce in base ai chilometri orari oltre il limite. In autostrada si parla di 10 euro per ogni km/h in più. Con il limite a 130, chi viaggia a 140 pagherebbe 100 euro, a 170 la multa salirebbe a 400 euro. Sulle strade con limite di 50 o 30 km/h l’ipotesi scende a 5 euro per ogni km/h oltre la soglia.
Tra le novità c’è anche il sorpasso a destra, una delle regole più radicate nella testa degli automobilisti. Il MIT valuta di applicare il principio della circolazione per file parallele sulle autostrade e superstrade a tre corsie. In certe condizioni si potrebbe quindi superare un veicolo sulla destra senza che scatti automaticamente l’infrazione. Una modifica pesante, soprattutto nelle tratte congestionate, che andrà definita con cura per evitare fraintendimenti.
Occhio anche ai motociclisti. Il progetto prevede la possibilità di usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o forti rallentamenti, garantendo comunque il passaggio dei mezzi di soccorso. Non un via libera generalizzato, ma qualcosa legato a situazioni specifiche, per non lasciare le moto esposte quando il traffico è del tutto bloccato. Per bici elettriche e mezzi dei rider, invece, spunta l’idea dell’obbligo di casco e contrassegno, così da rendere più identificabili questi veicoli ormai onnipresenti in città.
Assicurazione, multe agli stranieri e proventi
Sul piano dei controlli il nuovo Codice punta a rendere più complicato circolare senza assicurazione. Si studiano verifiche più efficaci tramite le banche dati della Motorizzazione e un vero e proprio divieto di marcia digitale. In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo.
Cambia qualcosa anche per le multe commesse da conducenti stranieri. La proposta prevede di recuperare le sanzioni non pagate nei cinque anni successivi alla violazione, anche verso chi torna a circolare in Italia con lo stesso veicolo. Per gli automobilisti si prospetta una procedura più semplice per contestare i verbali errati e una riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica delle multe rilevate da remoto.
Infine i soldi. L’ipotesi è che il 70% dei proventi delle sanzioni vada all’ente proprietario della strada e venga reinvestito nella sicurezza, mentre il restante 30% resti all’ente che si occupa di accertamenti e notifiche. Le multe, poi, potrebbero non adeguarsi più in automatico all’inflazione, con l’aumento che scatterebbe soltanto oltre una certa soglia. Per ora il Ministero ha aperto una fase di confronto con associazioni, operatori e categorie interessate, e le proposte dovranno essere approfondite prima di entrare nell’iter legislativo.










