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Palworld 1.0 travolge Pocketpair: 960.000 giocatori su Steam

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Le aspettative della squadra dietro Palworld 1.0 erano quasi timide, almeno stando a quanto racconta John Buckley, responsabile comunicazione e publishing di Pocketpair. Dopo lo shock del lancio in accesso anticipato, allo studio bastava molto meno per considerare l’aggiornamento un successo. La soglia mentale era fissata a 200.000 giocatori in contemporanea, meno del 10% del picco registrato al debutto. Poi i numeri hanno preso una direzione completamente diversa.

Il dato finale parla di circa 960.000 utenti connessi simultaneamente su Steam, senza contare le altre piattaforme. Su scala globale, spiega Buckley, si tratta di circa cinque volte quello che il team aveva messo in preventivo. Un salto enorme se si considera che prima dell’arrivo della versione definitiva il gioco viaggiava intorno ai 45.000 giocatori contemporanei su Steam, una cifra più che dignitosa ma lontanissima da quei picchi.

Palworld 1.0: perché nessuno a Pocketpair si aspettava questi numeri

Parlando durante la Gamescom, Buckley non nasconde una certa incredulità. “Grazie, giocatori”, dice, aggiungendo che per quanto possa sembrare un cliché la squadra davvero non immaginava un risultato simile. Novecentomila utenti in contemporanea, vendite di nuovo altissime, e una situazione che a suo dire ha cambiato ancora una volta la vita dello studio giapponese.

Il punto è che il lancio originale in early access era stato definito da lui stesso “soprannaturale”, un termine che continua a ripetere anche adesso. Già a inizio anno, durante la GDC, aveva descritto quel debutto come un’anomalia impossibile da spiegare razionalmente. Roba che, testuali parole, non dovrebbe esistere a quei livelli. Da qui la scelta di non scommettere sul fatto che il fulmine colpisse due volte nello stesso punto.

La fiducia c’era, ma indirizzata altrove. Pocketpair era abbastanza sicura che l’aggiornamento avrebbe riportato indietro una bella fetta di persone lontane dal gioco da due anni, curiose di vedere le novità. Quello che nessuno aveva calcolato è l’ondata di giocatori completamente nuovi, gente che ha comprato Palworld per la prima volta proprio in quel momento. Buckley ammette di non voler usare l’espressione “tetto di mercato” perché suona male, però a un certo punto il ragionamento interno era proprio quello: il pubblico raggiungibile sembrava ormai raggiunto. L’asticella personale era fissata a 200.000 utenti contemporanei, già considerati un risultato folle, roba da festeggiare. Ne sono arrivati cinque volte tanti.

Palfarm e l’idea di allargare il marchio

Il discorso si sposta poi su come lo studio intende muoversi da qui in avanti, con l’espansione verso spin off e generi diversi. Sul tavolo c’è Palfarm, simulatore agricolo dai toni molto più morbidi, e c’è anche un MMO ambientato nell’universo di Palworld sviluppato da terze parti. L’obiettivo dichiarato non è avere un Palworld per ciascuno, ma un Palworld capace di parlare a tante persone diverse, ognuna con la propria versione ideale del gioco.

La nascita di Palfarm viene raccontata in modo piuttosto diretto. Tra le primissime richieste arrivate dalla community c’era proprio quella di un Palworld più accogliente, con meno armi e meno costruzione di basi. Gente che non aveva voglia di macinare risorse e voleva semplicemente passare del tempo con i propri Pal. Da lì è partito tutto. Secondo Buckley, muovendosi in questa direzione il marchio può trasformarsi in qualcosa di autonomo, non più solo un singolo titolo ma un piccolo universo con più porte d’ingresso.

Sul fronte degli aggiornamenti, il responsabile publishing ha già chiarito che lo studio non ha intenzione di passare un anno intero a lavorare su una versione 1.1 gigantesca.

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