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La funzione di programmazione dei prompt di ChatGPT smette di essere un privilegio a pagamento: da oggi anche chi usa un account gratuito trova nella barra laterale il menu dedicato ai task programmati, quello spazio che permette di dire al chatbot cosa fare e, soprattutto, quando farlo. Una novità piccola nella forma, meno banale nella sostanza, perché sposta uno degli strumenti più concreti dell’assistente di OpenAI dalla fascia premium a chiunque abbia un profilo attivo.
Il contesto aiuta a capire il senso dell’operazione. A giugno OpenAI aveva creato una sezione apposita all’interno della sidebar, con l’obiettivo dichiarato di rendere più visibile una funzione che in molti nemmeno sapevano esistesse. Nello stesso passaggio erano arrivati miglioramenti alla capacità di ChatGPT di portare a termine richieste in un momento successivo, con la possibilità di tenerne traccia e di modificarle senza troppi giri. Il problema era l’accesso: quel nuovo hub, insieme alle funzioni di pianificazione allargate, restava riservato agli abbonati Plus, Pro, Business ed Enterprise. Ora la barriera cade e il menu di programmazione è disponibile anche per gli account gratuiti.
Task condivisibili e nuovi trigger per Gmail, Slack e GitHub
Insieme all’apertura verso il piano gratuito, OpenAI ha introdotto la possibilità di condividere i task programmati con altri utenti. Il ragionamento è abbastanza lineare: se qualcuno trova un modo intelligente di sfruttare la funzione, quella configurazione può essere passata ad altri e riutilizzata all’interno dei loro flussi di lavoro, senza dover ricostruire tutto da zero. Una logica quasi da libreria di ricette, applicata all’automazione delle richieste.
Chi paga l’abbonamento riceve invece qualcosa di più sostanzioso. Da oggi è possibile configurare ChatGPT perché faccia partire un prompt quando accade qualcosa dentro Gmail, Slack o GitHub. Non più soltanto una pianificazione basata sull’orario, quindi, ma un innesco legato agli eventi: una mail che arriva, un messaggio in un canale, un aggiornamento su un repository. La funzione viene distribuita a partire da oggi agli utenti Plus, Pro, Business ed Enterprise. È il tassello che avvicina il chatbot al territorio degli strumenti di automazione veri e propri, quelli che reagiscono a ciò che succede invece di limitarsi a rispettare una sveglia.
Cosa si può fare, in pratica
Sul fronte degli esempi concreti, OpenAI suggerisce alcuni scenari che rendono l’idea. Uno riguarda i viaggi: impostare avvisi collegati a un viaggio imminente, così da ricevere aggiornamenti senza andarli a cercare. Un altro guarda all’intrattenimento, con la richiesta di essere avvisati quando nuovi film e serie televisive vengono aggiunti ai servizi di streaming preferiti. Sono usi domestici, quotidiani, e forse proprio per questo raccontano meglio di qualsiasi elenco tecnico a chi si rivolge la funzione.
C’è poi il classico riassunto mattutino delle notizie, che resta probabilmente l’impiego più immediato dei task programmati: una sintesi delle ultime novità recapitata ogni giorno alla stessa ora, con l’invito, mai scontato, ad aprire comunque i link originali per leggere gli articoli per intero.
Il quadro complessivo è quello di una funzione che cresce per gradi. Prima la visibilità, con la sezione dedicata nella sidebar. Poi il controllo, con la possibilità di monitorare e correggere le richieste già impostate. Adesso l’allargamento della platea, con gli account gratuiti ammessi al menu di programmazione, e in parallelo l’irrobustimento della versione a pagamento grazie ai trigger collegati alle tre piattaforme. Un percorso che riguarda soprattutto OpenAI e la sua idea di assistente che non aspetta di essere interrogato ogni volta, ma che lavora anche quando la conversazione è chiusa.










