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Oura rinvia l’IPO: frenata sulla quotazione da 13,4 miliardi

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Il debutto in Borsa di Oura non arriverà nei tempi previsti. L’azienda che più di ogni altra ha contribuito a rendere popolari gli anelli smart ha infatti comunicato di aver cambiato i propri piani, rinviando la sua IPO a data da destinarsi. Una frenata arrivata quasi all’ultimo momento, quando tutto sembrava pronto per la quotazione, e che ha una spiegazione piuttosto chiara: l’incertezza che continua a pesare sul mercato delle nuove quotazioni.

Si tratta di una realtà nata in Finlandia ma con quartier generale a San Francisco, un’azienda che negli ultimi anni è diventata quasi sinonimo di anello intelligente. Il modello più recente della famiglia è Oura Ring 5, l’ultimo tassello di un percorso che ha portato un oggetto di nicchia davanti a un pubblico molto più ampio. Proprio per questo lo sbarco sul listino era atteso con una certa curiosità, sia dagli investitori sia da chi segue da vicino il settore dei dispositivi indossabili.

Un’offerta pubblica da quasi 2 miliardi di euro

I numeri dell’operazione erano tutt’altro che piccoli. A inizio settembre Oura aveva depositato i documenti per l’offerta pubblica, mettendo nero su bianco la propria strategia. L’idea era proporre 50 milioni di azioni a un prezzo compreso tra circa 34 e 38 euro ciascuna. Una forchetta che, se fosse stata confermata, avrebbe permesso al produttore di raccogliere intorno a 1,9 miliardi di euro.

Ancora più interessante il discorso sulla valutazione. Con quei parametri la società avrebbe potuto arrivare a valere circa 13,4 miliardi di euro, una cifra decisamente superiore ai circa 9,5 miliardi di euro raggiunti con l’ultimo round di finanziamento. Un salto notevole, che raccontava bene quanta fiducia ci fosse attorno al marchio e al suo prodotto di punta.

Per capire la portata della cosa basta pensare a cosa comporta una quotazione del genere. Aprire il capitale al pubblico significa permettere a chiunque di acquistare quote dell’azienda e, allo stesso tempo, ottenere nuove risorse da investire. Per Oura sarebbe stato il passaggio a società quotata a tutti gli effetti, con tutto quello che ne consegue in termini di visibilità.

Perché il matrimonio con la Borsa è rimandato

Il debutto avrebbe dovuto essere uno dei momenti clou della stagione autunnale per il mercato azionario statunitense. E invece niente. Gli anelli ci sono, verrebbe da dire, ma questo matrimonio per ora non s’ha da fare. A pesare sulla decisione è stato il clima di incertezza che continua a caratterizzare il comparto delle nuove quotazioni, un contesto evidentemente giudicato poco favorevole per portare a termine un’operazione di queste dimensioni.

Fonte: TecnoAndroid

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