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Le voci su Ori 3 girano da giorni negli ambienti che seguono le mosse di Xbox, e la sostanza è questa: un nuovo capitolo della serie sarebbe in lavorazione presso uno studio esterno a Microsoft, con annuncio potenzialmente vicino. Peccato che a gelare tutto sia arrivato proprio chi ha creato il primo gioco, Thomas Mahler, capo di Moon Studios, secondo cui questi rumor “non hanno senso”.
La ricostruzione che circola è piuttosto precisa nei contorni: Ori 3 sarebbe affidato a un team terzo, supportato da Xbox Game Studios, e sarebbe questo il progetto che avrebbe sorpreso diversi leaker per la sua particolarità. Qualcosa potrebbe emergere già durante la Gamescom 2026. Sulla carta l’ipotesi tiene, perché la proprietà intellettuale della saga, composta finora da Ori and the Blind Forest e Ori and the Will of the Wisps, è rimasta nelle mani di Microsoft. Che quindi, tecnicamente, può assegnare un seguito a chi preferisce.
La replica di Mahler, senza troppi giri di parole
Chi segue Thomas Mahler sui social sapeva già come sarebbe andata. Carattere sanguigno, zero filtri, risposte immediate. E infatti i commenti sono arrivati in fretta. “Non ho sentito nulla del genere”, ha spiegato a chi gli chiedeva conto di un nuovo capitolo in sviluppo. Poi la stoccata, tipica del personaggio: “Penso che dopo aver messo miliardi in 343 per gestire Halo e non essere comunque riusciti a ritrovare la magia originale, Microsoft dovrebbe aver imparato la lezione sul fatto che i giusti talenti devono lavorare su certe proprietà intellettuali, altrimenti si ottengono risultati mediocri”.
Un ragionamento che, al di là del tono, tocca un nervo scoperto della strategia degli ultimi anni di Xbox. Mahler ha anche criticato apertamente le scelte della dirigenza, sostenendo che fosse “troppo concentrata sul passato”. Non è la prima volta che il fondatore di Moon Studios si esprime così, e probabilmente non sarà l’ultima.
Il nodo dei diritti e l’idea di riportare Ori a casa
Nel primo messaggio sulla vicenda, Mahler ha rivelato un dettaglio interessante: dentro Moon Studios si è discusso della possibilità di riacquisire i diritti sull’IP di Ori. Il motivo, secondo lui, è semplice. Probabilmente “nessun altro studio sarebbe in grado di farci molto, e avrebbe senso riportarlo a casa”. Una frase che dice molto su come il team veda il proprio legame con quel mondo.
In un secondo intervento è stato ancora più diretto: “Posso confermare che i rumor su Ori 3 non hanno senso”. E quando gli è stato fatto notare che la fonte delle voci, NateTheHate, viene considerata affidabile nell’ambiente, ha rilanciato: “Ho appena parlato con persone in Microsoft”, aggiungendo poi “Stiamo letteralmente lavorando con Microsoft, sciocchi che non siete altro!”.
Qui la faccenda si complica, perché entrambe le posizioni possono coesistere. Mahler sembra sicurissimo di quello che dice, e i suoi contatti dentro Microsoft ci sono davvero, dato che il rapporto professionale è ancora attivo. Ma il suo studio non controlla più la proprietà intellettuale di Ori. Il che significa che Microsoft potrebbe aver messo in cantiere Ori 3 con un altro team senza che Moon Studios ne sappia nulla, semplicemente perché non ha alcun obbligo di informarla.
Cosa succede se i rumor si rivelassero fondati
Lo scenario più curioso è proprio quello: un annuncio ufficiale che smentisce le smentite. In quel caso le reazioni di Mahler diventerebbero probabilmente il vero spettacolo collaterale della vicenda, considerando come ha gestito la questione fin qui. La finestra della Gamescom 2026 resta quella indicata dalle voci per un possibile svelamento, ed è lì che si concentrano le attese di chi segue la serie.
Nel frattempo la posizione ufficiale di Moon Studios è quella espressa dal suo fondatore, netta e senza sfumature. I rumor su un terzo capitolo, dal punto di vista di chi ha costruito quel mondo pixel dopo pixel, non stanno in piedi.










