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OpenAI prepara o, l’agente sempre attivo per sfidare Meta Muse

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OpenAI si prepara a lanciare “o”, un agente di intelligenza artificiale sempre attivo con cui intende rispondere a Meta Muse. Il personal agent di Meta è riuscito a rubare parte dell’attenzione che il laboratorio guidato da Sam Altman sperava di concentrare tutta sul proprio Dev Day, in programma la prossima settimana. La contromossa sembra quindi pronta e potrebbe arrivare proprio sul palco dell’evento dedicato agli sviluppatori.

Le prime indiscrezioni sono emerse il 26 settembre 2026, quando alcune fonti vicine al settore hanno segnalato che uno dei grandi annunci del Dev Day sarà appunto “o”, presentato come diretto concorrente di prodotti come Grok Bot e Hermes Agent. Il progetto sarebbe in lavorazione da diversi mesi e il marchio compare già nella documentazione legata a ChatGPT Pro. È un segnale piuttosto chiaro che il debutto ufficiale è vicino, con ogni probabilità già martedì.

OpenAI: come funzionerà “o” e il legame con il dispositivo a forma di ciambella

I dettagli restano pochi, ma qualcosa si sa. Il nuovo assistente sarebbe alimentato da una variante specifica di GPT 6 Astra chiamata Aeon, un modello che a quanto pare dà il meglio di sé nelle attività di lunga durata. Si tratta esattamente della capacità che serve a un agente personale davvero efficace, quello che deve portare avanti un compito per ore senza perdere il filo.

C’è poi un aspetto che riguarda l’hardware. “o” potrebbe fare da compagno software a uno dei futuri dispositivi consumer di OpenAI. Si vocifera che questo gadget abbia una curiosa forma a ciambella e che possa integrare anche alcune parti mobili. Il software e l’hardware, insomma, sembrano procedere di pari passo, con l’agente che diventerebbe il cervello del nuovo prodotto fisico.

Durante il Dev Day OpenAI dovrebbe presentare anche un nuovo livello di abbonamento, ChatGPT Pro Max. Il piano costerebbe circa 430 euro al mese e garantirebbe risposte ultrarapide, presumibilmente grazie all’infrastruttura di Cerebras e al suo Wafer Scale Engine. Rispetto a ChatGPT Pro le differenze note nella descrizione del piano si limitano per ora a lavoro più veloce e Codex, anche se i limiti di utilizzo potrebbero risultare più generosi.

Perché Meta Muse preoccupa OpenAI

La fretta di OpenAI si spiega con l’accoglienza riservata negli ultimi giorni a Meta Muse. JP Morgan ha piazzato l’agente di Meta al primo posto dell’Assistant Benchmark con un punteggio di 9,3 e voti pieni in acquisti, gestione della posta elettronica, routine e app collegate. Sono proprio le attività che trasformano un semplice assistente in un vero agente. Anche la velocità ha pesato parecchio, visto che Muse risponde in circa 7 secondi contro i circa 38 dei concorrenti.

Per capire di cosa si parla basta guardare cosa sa fare. Muse è un agente AI personale in grado di eseguire compiti in più passaggi e di raggiungere risultati precisi per conto dell’utente. Può aprire un browser basato sul cloud, navigare tra i siti web come farebbe una persona e sbrigare faccende in background anche dopo la chiusura dell’app.

Sul fronte della privacy Meta ha scelto una strada precisa. Muse gira all’interno di un computer cloud dedicato e isolato, una macchina virtuale dotata di un proprio browser, dove dati e credenziali vengono custoditi in modo sicuro.

Fonte: TecnoAndroid

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