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OpenAI non vedrà l’accordo segreto tra X, SpaceXAI e Apple

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Niente da fare per OpenAI. Il giudice Mark Pittman ha respinto la richiesta della società di Sam Altman di mettere le mani sull’accordo riservato che X e SpaceXAI hanno siglato con Apple per chiudere la loro parte di controversia. La decisione è arrivata il 17 settembre 2026 e lascia la causa antitrust in piedi, ma soltanto contro OpenAI, dopo l’uscita di scena della casa di Cupertino.

Il quadro si era mosso pochi giorni prima, quando le due aziende riconducibili a Elon Musk avevano comunicato alla corte federale che seguiva il procedimento di aver raggiunto un’intesa con Apple e che, di conseguenza, avrebbero ritirato le accuse nei confronti del produttore di iPhone. Una mossa che, di fatto, ha ristretto il perimetro del contenzioso a un solo imputato.

OpenAI: il contenuto dell’intesa resta riservato

La reazione di OpenAI era stata immediata. L’azienda aveva depositato un’istanza d’urgenza chiedendo al giudice di obbligare X e SpaceXAI a rendere noti i termini dell’accordo, sostenendo che al loro interno potessero esserci elementi utili alla propria difesa ora che il processo prosegue solo su di lei. Richiesta legittima sulla carta, visto che nella disputa erano coinvolte entrambe le società, ma non sufficiente a convincere la corte.

Pittman aveva scelto la via più prudente: ordinare a X e SpaceXAI di depositare il documento in forma riservata, per poterlo esaminare personalmente e valutare se contenesse davvero qualcosa di rilevante per la parte residua del procedimento. Una verifica in camera di consiglio, senza che il testo finisse nelle mani delle controparti.

Il verdetto è arrivato dopo quella lettura. Secondo il giudice, l’accordo non presenta informazioni pertinenti rispetto alle questioni ancora aperte. Nella decisione si legge che la corte esita a imporre la produzione di accordi transattivi riservati stipulati tra le parti, pur riconoscendo che in alcuni casi i tribunali lo hanno consentito, ma solo quando quei documenti contengono elementi utili a questioni specifiche in sede di giudizio sommario o di dibattimento. Dopo l’esame diretto, la conclusione è stata netta: nel caso in questione quegli elementi non ci sono.

La causa antitrust prosegue solo contro OpenAI

Vale la pena ricordare da dove nasce tutto. Nella causa intentata dalle società di Elon Musk, Apple e OpenAI venivano accusate di essersi accordate per tagliare fuori dal mercato le app di intelligenza artificiale concorrenti, anche impedendo loro di guadagnare visibilità sull’App Store. Accuse che entrambe le aziende hanno sempre respinto.

Con Apple ormai fuori dal quadro grazie all’intesa raggiunta, il procedimento continua esclusivamente nei confronti di OpenAI. E qui c’è un passaggio interessante contenuto nella stessa decisione del giudice: la società ha in programma di depositare una mozione per il cosiddetto giudizio sommario, ovvero la richiesta al tribunale di pronunciarsi sulla causa, o su alcune delle sue contestazioni, senza arrivare al processo vero e proprio.

Pittman ha anche concesso a OpenAI tempo aggiuntivo per preparare quel deposito. Un dettaglio procedurale che pesa, perché sposta in avanti il calendario e dà alla società più margine per costruire la propria linea difensiva ora che il fronte si è ridotto a uno solo.

Il documento integrale della decisione è stato reso pubblico, mentre i termini dell’accordo tra X, SpaceXAI e Apple restano coperti da riservatezza, esattamente come le parti avevano previsto quando lo hanno sottoscritto.

Fonte: TecnoAndroid

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