Da mesi ci si domanda cosa stia davvero cucinando OpenAI insieme a Jony Ive, e le ultime indiscrezioni puntano dritte verso una direzione precisa: un assistente pensato per la casa. Si è ipotizzato di tutto in questo periodo, dalle idee più bizzarre a quelle più realistiche, ma adesso l’attenzione si concentra con maggiore insistenza sugli hub domestici. Un cambio di rotta interessante, considerando che fino a poco tempo fa si parlava di qualcosa di completamente diverso.
Per settimane, infatti, la coppia formata da Sam Altman e dal celebre designer ha alimentato aspettative altissime. Avevano parlato di una categoria di prodotto mai vista prima, arrivando a definirla la tecnologia più interessante mai realizzata. Parole grosse, pronunciate nei rari momenti in cui hanno accettato di condividere qualche dettaglio. E proprio quelle dichiarazioni avevano fatto pensare a un oggetto lontano anni luce dai soliti Amazon Echo e dagli speaker Google Home. Qualcosa capace di ridefinire il modo in cui interagiamo con l’intelligenza artificiale tra le mura di casa.
Cosa si sa finora sul dispositivo
Il punto è che il progetto resta ancora avvolto nel mistero, e per ora bisogna accontentarsi delle poche indiscrezioni che filtrano qua e là. L’elemento più recente arriva da un’intervista con la giornalista Joanna Stern, durante la quale il presidente di OpenAI Greg Brockman ha giocato molto sull’ambiguità. Non ha descritto il dispositivo nel dettaglio, questo no, ma nemmeno ha smentito l’ipotesi che possa trattarsi di uno speaker intelligente. Anzi, ha lasciato intendere parecchio.
Brockman ha confermato che l’azienda sta lavorando a un’intera famiglia di prodotti, non a un singolo oggetto isolato. E c’è di più, perché ha lasciato aperta anche la porta a un possibile schermo integrato. Se questa strada dovesse concretizzarsi, il risultato assomiglierebbe parecchio all’hub domestico che si vocifera Apple stia preparando per il prossimo futuro. Due colossi che si preparano a giocarsi la stessa partita, insomma.
La sfida con i competitor
La domanda vera, a questo punto, è un’altra: cosa potrebbe offrire di diverso questo dispositivo rispetto a ciò che già propongono i concorrenti? Il mercato degli assistenti domestici non è certo vuoto, tra Google e Amazon che presidiano il settore da anni con i loro dispositivi ormai diffusissimi nelle case di mezzo mondo. La partita di OpenAI, con ogni probabilità, si giocherà proprio qui. Non tanto sull’hardware in sé, quanto sull’intelligenza che ci gira dentro. Un’integrazione profonda con i modelli linguistici avanzati dell’azienda potrebbe fare la differenza rispetto agli assistenti tradizionali, spesso limitati nelle capacità di comprensione e conversazione. Ma per il momento sono tutte ipotesi, perché i dettagli concreti restano centellinati con estrema cautela.


