Un gruppo di scienziati americani ha deciso di sbarcare su OnlyFans per raccogliere fondi e tenere in vita uno dei progetti di osservazione della fauna selvatica più longevi al mondo. Niente contenuti espliciti, sia chiaro. Qui si parla di marmotte, e l’unica cosa che verrà mostrata sono adorabili roditori intenti a fare quello che fanno di solito. L’iniziativa, ribattezzata con un pizzico di ironia OnlyMarms, nasce da una necessità concreta, i tagli federali alla ricerca scientifica negli Stati Uniti che stanno mettendo a rischio anni e anni di lavoro sul campo.
Il progetto in questione è il secondo studio più lungo mai condotto sugli animali selvatici. Un patrimonio di dati accumulato con pazienza, stagione dopo stagione, che ora rischia di interrompersi per mancanza di soldi. E così i ricercatori hanno fatto quello che sempre più realtà scientifiche stanno tentando in questi tempi complicati, cercare fonti di finanziamento alternative, anche là dove nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Una piattaforma nata per tutt’altro genere di contenuti diventa, in questo caso, uno strumento per finanziare la ricerca sulla fauna.
Contenuti per tutti, dalle marmotte in poi
La scelta di OnlyFans non è casuale, né provocatoria fine a se stessa. La piattaforma permette agli iscritti di sostenere economicamente chi produce contenuti, e gli scienziati hanno pensato di sfruttare questo meccanismo a proprio favore. Chi si abbona non troverà nulla di scandaloso, solo video e immagini di marmotte nel loro habitat naturale. Contenuti classificati, per usare il gergo americano, come adatti a tutti. Zero ammiccamenti, tanta zoologia.
Dietro questa mossa un po’ spiazzante c’è un problema serio che tocca molte istituzioni di ricerca negli Stati Uniti. I tagli ai finanziamenti pubblici hanno costretto diversi team a inventarsi soluzioni creative pur di non abbandonare studi avviati da decenni. Perdere continuità in un progetto del genere significa buttare via un valore scientifico enorme, perché è proprio l’osservazione prolungata nel tempo a rendere questi dati così preziosi per capire comportamenti, cicli di vita e reazioni ambientali degli animali monitorati.
Idea geniale?
L’idea di trasformare le marmotte in una sorta di attrazione da abbonamento fa sorridere, ma racconta anche qualcosa di più profondo sullo stato in cui versa oggi la ricerca scientifica. Quando i canali tradizionali si prosciugano, chi lavora sul campo deve arrangiarsi, spesso con soluzioni che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate impensabili in ambito accademico. Il fatto che una piattaforma associata nell’immaginario collettivo a contenuti per adulti diventi il salvagente di uno studio faunistico dice molto su quanto sia diventato difficile finanziare il lavoro degli scienziati.
Resta il fatto che le marmotte, ignare di tutto, continuano a vivere la loro vita mentre diventano protagoniste involontarie di una campagna di raccolta fondi tra le più originali degli ultimi tempi. Un progetto di osservazione che affonda le radici in decenni di studio ora appende buona parte della propria sopravvivenza a una scelta insolita, capace di attirare curiosità e, si spera, anche qualche sostenitore disposto a pagare per vedere questi roditori in azione.


