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Occhiali smart Meta, un pulsante fisico contro le spie

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Gli occhiali smart di Meta potrebbero presto avere una soluzione tutt’altro che futuristica per il problema che si trascinano da quando esistono: un semplice pulsante fisico che li spegne davvero. Niente menu, niente comandi vocali, niente app. Solo un interruttore che taglia la corrente a fotocamere e microfoni, trasformando la montatura in un paio di occhiali da sole qualsiasi. L’idea compare in una brevetto depositato dall’azienda, e per quanto suoni banale è esattamente il tipo di banalità che finora mancava.

Perché il punto è tutto lì. Fino a oggi, disattivare i sensori dei Ray Ban Meta dipende al 100% dal software. Si entra nel menu, si preme, si spera. E chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i dispositivi connessi sa bene che il software è aggirabile, che un malware può insinuarsi, che un controllo da remoto non è fantascienza.

Il problema della privacy non riguarda solo chi indossa gli occhiali

Questo è l’aspetto che spesso passa in secondo piano. Un attacco riuscito contro gli occhiali intelligenti non mette a rischio soltanto chi li porta sul naso, ma anche tutte le persone che finiscono inquadrate dalle lenti. Chi attacca il dispositivo può potenzialmente vedere quello che vede l’utente e ascoltare quello che sente. Una prospettiva poco rassicurante, considerando che questi occhiali nascono proprio per stare addosso alle persone tutto il giorno, in strada, al bar, in ufficio.

Meta ci era già passata con la questione della spia luminosa di registrazione, quel piccolo LED che dovrebbe avvisare chi si trova davanti all’obiettivo. Problema affrontato, sistemato, archiviato. Ora se ne presenta un altro, di natura diversa ma con la stessa radice: la fiducia. Se un dispositivo indossabile con telecamera integrata non riesce a convincere il pubblico di essere sotto controllo, la diffusione di massa resta un miraggio.

Come funzionerebbe il pulsante di spegnimento

La descrizione tecnica contenuta nel brevetto è meno scontata di quanto sembri. Non basta infatti aggiungere un tastino sulla stanghetta. Servirebbe un chip dedicato e un circuito di interruzione completamente separato dal processore principale, in modo che il taglio dell’alimentazione avvenga a livello puramente elettrico.

Premendo il pulsante, l’energia smette di arrivare ai sensori. E senza energia non esiste spionaggio possibile. Anche nel caso in cui un cybercriminale riuscisse a infettare il sistema operativo, riattivare fotocamere e microfoni da remoto diventerebbe tecnicamente impossibile. Nessuna app, nessun aggiornamento sospetto, nessun codice malevolo già installato in precedenza potrebbe fare nulla contro un circuito staccato.

L’intenzione dichiarata è quella di rendere l’operazione il più immediata possibile. Un gesto solo, far scorrere il tasto, e gli occhiali diventano occhiali e basta. Operazione inversa per riportarli in vita insieme a tutte le funzioni multimediali. Una logica da interruttore della luce, applicata a un prodotto che di solito viene raccontato con toni molto più altisonanti.

Un brevetto non è un prodotto

Va detto con chiarezza: si tratta per ora di un brevetto registrato, e la storia dell’industria tecnologica è piena di brevetti finiti in un cassetto. Non esiste alcuna conferma ufficiale che questa soluzione arrivi sulla prossima generazione dei Ray Ban Meta, né su altri modelli in cantiere.

Quello che il documento racconta, però, è la direzione. Meta ha capito che il successo su larga scala dei wearable per la realtà aumentata passa dalla costruzione di una fiducia reale, non dichiarata nei comunicati stampa ma verificabile con le dita. E in questo senso il miglior antivirus resta ancora quello di sempre, cioè staccare la spina.

Il settore, del resto, si sta muovendo compatto verso occhiali sempre più potenti e sempre più autonomi, con processori pensati appositamente per questo tipo di dispositivi. Più capacità di calcolo significa più sensori attivi, più dati raccolti, più superficie esposta. Un tasto fisico, in mezzo a tutta questa corsa, sembra quasi un dettaglio fuori tempo massimo. Invece potrebbe essere la cosa che convince le persone a comprarli.

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