Il primo smartwatch di Nothing potrebbe essere molto più vicino di quanto sembri, e la cosa curiosa è che arriva proprio mentre attorno all’azienda circolavano voci di ristrutturazione tutt’altro che rassicuranti. Meno di una settimana fa un report piuttosto pesante ipotizzava che Nothing potesse seguire una strada simile a quella di OnePlus. Voci poi smentite da un dirigente della società, che ha spiegato come l’azienda stia semplicemente riorganizzandosi e preparandosi alla fase successiva di crescita.
Chi ha seguito la vicenda OnePlus qualche anno fa potrebbe avere una sensazione di già visto. Eppure un nuovo leak racconta una storia diversa. Invece di ritirarsi da alcuni mercati, Nothing si starebbe preparando a entrare in una categoria del tutto nuova. E non è una mossa da poco.
Cosa si sa del dispositivo e quando potrebbe arrivare
A svelare i dettagli è stato il leaker Yogesh Brar, uno dei nomi più affidabili quando si parla di anticipazioni nel settore mobile. Secondo lui l’azienda sta ultimando i preparativi per il lancio del suo primo smartwatch, con il classico linguaggio di design che ha reso riconoscibili i prodotti del marchio. L’arrivo sarebbe previsto per settembre, con un prezzo intorno ai 260 euro.
C’è però una nota meno piacevole. Stando a quanto trapelato, lo smartwatch verrà distribuito in mercati limitati, quindi non tutti potranno metterci le mani sopra da subito. Trattandosi comunque di indiscrezioni, servirà attendere un annuncio ufficiale prima di dare qualsiasi cosa per certa.
La domanda più grossa riguarda il software. Se Nothing sceglierà Wear OS, il sistema di Google, molti utenti Android tireranno un sospiro di sollievo. Se invece opterà per un’interfaccia personalizzata, sulla scia di quella vista sul CMF Watch 3 Pro, una fetta di pubblico più tradizionale potrebbe storcere il naso, soprattutto chi tiene alla continuità degli aggiornamenti e a un ecosistema di app familiare.
La concorrenza e il nodo della fiducia
Il segmento degli smartwatch intorno ai EUR 263, comunque, non è affollatissimo. Il Pixel Watch 4 parte da circa 300 euro, mentre il Galaxy Watch 9 appena presentato da Samsung si posiziona sui 330 euro circa. C’è quindi spazio per proporre qualcosa di diverso, a patto di mantenere il prezzo di listino ben sotto una certa soglia.
Il vero ostacolo, però, potrebbe essere psicologico. Anche con un prodotto originale, alcuni acquirenti potrebbero preferire un marchio con una storia più lunga alle spalle e una comprovata continuità nel supporto ai dispositivi. Su un orologio smart, l’affidabilità del software nel tempo e la frequenza degli aggiornamenti contano quanto la scheda tecnica. Per giocarsela davvero, Nothing dovrà convincere il pubblico che le voci di chiusura non fossero altro che chiacchiere.
Poi c’è il fattore estetica, che per questo marchio non è mai secondario. Il design dei telefoni Nothing è sempre stato una boccata d’aria fresca, riconoscibile a colpo d’occhio. Se questa stessa filosofia verrà trasferita sul futuro wearable, ci si può aspettare un dispositivo capace di distinguersi tanto per l’aspetto quanto per le specifiche, forse anche di più. E in un mercato dove quasi tutti gli orologi finiscono per somigliarsi, questo potrebbe fare la differenza.


