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Nicolas Cage, film sparito da Netflix: causa da 105 milioni

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Un film di guerra con Nicolas Cage finito al centro di una causa da 105 milioni di dollari, circa 90 milioni di euro, non è esattamente il tipo di lancio promozionale che una produzione indipendente si augura. Eppure è quello che è successo a Fortitude, thriller di spionaggio ambientato durante la Seconda guerra mondiale e diretto da Simon West, arrivato al primo trailer ufficiale mentre in California si combatte una battaglia legale contro Netflix. Il motivo è tanto banale quanto clamoroso, ovvero la sparizione fisica di un hard disk contenente una copia non cifrata della pellicola.

Il regista torna al conflitto mondiale per raccontare l’Operazione Fortitude, la manovra strategica con cui gli Alleati riuscirono a convincere i nazisti che lo sbarco sarebbe avvenuto altrove rispetto alla località realmente prevista. Nome del film e nome dell’operazione coincidono, e il cast messo insieme è di quelli che fanno alzare un sopracciglio. Ben Kingsley, Michael Sheen, Matthew Goode, Ron Perlman, Alice Eve, Lukas Haas e appunto Nicolas Cage.

Una copia sparita da un ufficio di Hollywood

Il film è stato prodotto in modo indipendente e, fino a questo momento, non ha una distribuzione. La strategia era quella classica, ovvero mostrarlo a più acquirenti potenziali e valutare le offerte. Tra questi c’era anche la piattaforma di streaming, che per esaminare una possibile acquisizione ha chiesto di vedere la pellicola direttamente nei propri uffici di Hollywood. È lì che la copia è stata rubata.

Sette anni di lavorazione e un investimento da 45 milioni di dollari, ovvero circa 39 milioni di euro, secondo quanto ricostruito nella causa depositata di recente. Il produttore associato Daniel Haido avrebbe portato personalmente l’hard disk con il film non cifrato negli uffici della compagnia il 15 giugno 2026. L’accordo prevedeva che i file venissero cancellati subito dopo la visione interna e che il supporto tornasse indietro.

La proiezione interna sarebbe avvenuta il giorno successivo. Poi il silenzio, con vari tentativi da parte di Haido di recuperare il disco rimasti senza esito. Il 25 giugno la scoperta, ovvero che dalle scrivanie degli uffici erano spariti diversi supporti dati. Tra questi anche quello con la copia di Fortitude.

La richiesta da 105 milioni

Simon Afram e la sua società di produzione, Op Fortitude, hanno portato la questione davanti a un tribunale federale della California. La richiesta di risarcimento parte da almeno 105 milioni di dollari, cioè attorno ai 90 milioni di euro, e la logica dietro quella cifra è piuttosto lineare. Se il film finisse in rete prima dell’uscita, l’incasso al botteghino ne uscirebbe compromesso e nessuna distribuzione avrebbe più interesse ad acquistarlo. Un lungometraggio indipendente da sette anni di lavorazione senza contratto di distribuzione è, in quel caso, carta straccia. Al momento non risulta che la pellicola sia trapelata online. Quello che invece è arrivato al pubblico è il primo assaggio ufficiale, con il trailer che mostra finalmente il tono del progetto.

La storia vera dietro il film

Fortitude parte da fatti realmente accaduti. Durante la Seconda guerra mondiale gli ufficiali dell’intelligence britannica Dudley Clarke e Thomas Argyll Robertson, soprannominato Tar, misero in piedi una serie di manovre diversive ad altissimo rischio per confondere i vertici nazisti.

Eserciti inesistenti, materiale bellico finto, carri armati che di fatto erano gusci vuoti e una rete estesa di agenti doppi. Il risultato fu una disinformazione capillare che riuscì a mascherare i veri piani di invasione degli Alleati e a spostare l’attenzione tedesca nella direzione sbagliata.

Tra quelle spie c’era anche il playboy jugoslavo Dusko Popov, la cui doppia vita si rivelò un tassello decisivo per la riuscita della missione. La sua figura, stando a quanto si racconta, avrebbe in seguito ispirato Ian Fleming nella costruzione del suo personaggio letterario più famoso. Un dettaglio che, per un film di spionaggio con Nicolas Cage nel cast, suona quasi come una firma.

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