In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
WhatsApp smetterà di funzionare su una parte degli smartphone Android ancora in circolazione a partire dall’8 settembre 2026, quando il requisito minimo passerà da Android 5.0 ad Android 6. La conferma non arriva da indiscrezioni o da analisi delle versioni beta, ma dalla documentazione ufficiale dell’app, che nella pagina dedicata ai sistemi operativi supportati indica in modo esplicito la nuova soglia. Utile chiarire subito un punto che negli ultimi giorni ha generato confusione: la data corretta è l’8 settembre, non il 2 settembre come circolato altrove. Fino a quel giorno resta tutto invariato, con Android 5.0 ancora sufficiente per far girare l’applicazione. Dopo, il supporto si limiterà ad Android 6 e alle versioni successive. La stessa nota compare sia nella documentazione italiana sia in quella internazionale, segno che si tratta di una decisione globale e non di un adeguamento locale. Chi possiede un telefono comprato negli ultimi anni non deve muovere un dito, mentre chi usa ancora un dispositivo di vecchia data farebbe bene a dare un’occhiata alle impostazioni.
Quali telefoni restano fuori e come capirlo in un minuto
Il criterio da tenere a mente non è il nome commerciale del modello, ma la versione di Android effettivamente installata. Restano quindi fuori dai requisiti ufficiali i telefoni fermi ad Android 5.0 Lollipop, Android 5.1 e Android 5.1.1, oltre a tutte le versioni ancora precedenti. Un dispositivo che può essere aggiornato almeno ad Android 6 continuerà a rispettare la soglia minima senza problemi.
Vale la pena prendere con le pinze le liste di modelli Samsung, LG, Motorola, Huawei e Sony che circolano in rete. WhatsApp non pubblica alcun elenco ufficiale modello per modello, si limita a fissare un requisito legato al sistema operativo. Due telefoni della stessa famiglia possono trovarsi in situazioni opposte a seconda della variante, del mercato e dell’ultimo aggiornamento davvero disponibile. La verifica richiede meno di sessanta secondi: basta aprire le Impostazioni e cercare la voce “Informazioni sul telefono” o simili, a seconda del produttore, per individuare la dicitura Versione Android. Con Android 6, 7, 8 o successivi il requisito è rispettato. Con Android 5.0, 5.1 o 5.1.1 il dispositivo rientra tra quelli interessati. Prima di pensare a un nuovo acquisto conviene comunque passare da Impostazioni, poi Sistema o Aggiornamento software, per controllare se il produttore rende disponibile un aggiornamento in grado di portare il telefono almeno alla sesta versione.
Backup delle chat e trasferimento, cosa fare prima dello stop
Chi scopre di avere uno smartphone fermo ad Android 5 dovrebbe pensare innanzitutto alle conversazioni. Su Android è possibile creare un backup delle chat tramite account Google seguendo il percorso WhatsApp, tre puntini, Impostazioni, Chat, Backup delle chat. Da lì si sceglie l’account, si imposta la frequenza oppure si avvia una copia manuale con “Esegui backup”. Meglio assicurarsi di avere spazio libero sul telefono e sul cloud, oltre a una connessione stabile. I backup restano legati al numero di telefono e all’account Google usati per crearli.
Un dettaglio di sicurezza non banale: i backup standard non sono protetti dalla crittografia end to end a meno che la funzione non venga attivata manualmente, da Impostazioni, Chat, Backup delle chat, Backup crittografato. La protezione può passare da una passkey, una password oppure una chiave a 64 cifre, che va conservata con cura.
Esiste anche il trasferimento diretto delle chat tra due telefoni Android, con QR Code da inquadrare, ma qui c’è una trappola: la procedura richiede Android 6 o superiore su entrambi i dispositivi. Chi è rimasto ad Android 5 non può contare su quella strada. E in ogni caso conviene non disinstallare l’app né ripristinare il vecchio telefono finché la cronologia non risulta trasferita davvero.
Notifiche in arrivo e la scadenza che riguarda gli iPhone
Lo stop non arriverà senza preavviso. L’azienda spiega di inviare una notifica dentro l’app e diversi promemoria prima di chiudere il supporto a un sistema operativo, invitando ad aggiornare il dispositivo. Ogni anno vengono rivisti i software più vecchi e meno diffusi, anche perché su quelle versioni mancano gli aggiornamenti di sicurezza più recenti. Sul fronte Apple c’è una seconda data. Oggi WhatsApp richiede iOS 15.1 o successivo, ma dal 30 novembre 2026 saranno supportati soltanto gli iPhone con iOS 15.5 o versioni più recenti.










