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WindTre 5G, la copertura TDD scende al 79% della popolazione

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La copertura 5G di WindTre cambia numeri e, per una volta, lo fa in direzione opposta a quella a cui l’abitudine ci ha portati: con l’aggiornamento del 5 settembre 2026 la percentuale relativa alla tecnologia 5G TDD scende, passando dall’81% dichiarato a marzo 2026 al 79% della popolazione. Un ritocco all’ingiù che riguarda solo una delle due gambe su cui poggia la rete di quinta generazione dell’operatore, perché l’altra resta esattamente dov’era.

Sul sito ufficiale, infatti, le percentuali vengono da tempo distinte in base alla tecnologia impiegata. Da un lato c’è il 5G FDD DSS, che viaggia sulle frequenze a 1800 MHz e 2600 MHz e che continua a coprire il 97% della popolazione, dato immutato appunto da marzo 2026. Dall’altro il 5G TDD, quello sulla banda a 3600 MHz, con numeri più bassi perché richiede un’implementazione più specifica e l’accensione di spettro dedicato esclusivamente al 5G.

Perché la percentuale del 5G TDD è scesa

La spiegazione tecnica sta nel modo in cui questi valori vengono calcolati. Sia per la tecnologia FDD DSS sia per la TDD, WindTre considera la distribuzione della popolazione residente secondo i dati ISTAT, il che significa che ogni revisione delle statistiche demografiche si riflette anche sulle percentuali dichiarate. L’operatore precisa inoltre che le due coperture, DSS e TDD, sono in sovrapposizione fra loro. Vale la pena ricordare la differenza sostanziale fra le due soluzioni. Il DSS, ovvero il Dynamic Spectrum Sharing, permette di usare dinamicamente lo stesso spettro FDD in modalità condivisa fra connessioni 4G e 5G, con la rete che sceglie quale servire in base al terminale e all’offerta sottoscritta. Il TDD, invece, ha bisogno di frequenze accese e riservate soltanto al 5G, e il suo rollout è tuttora in corso con priorità alle zone ad alto traffico. Negli anni passati l’attivazione era stata annunciata in città di Lazio, Lombardia, Sicilia, Piemonte, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Veneto, Calabria, Sardegna, Toscana, Marche e Abruzzo.

Il lancio commerciale del 5G targato WindTre risale al 15 novembre 2020, mentre la distinzione fra le tecnologie è comparsa sul sito solo da fine maggio 2021. Da metà settembre 2024 le percentuali si consultano unicamente nella pagina dedicata alla copertura mobile e fissa, dove trova posto anche la mappa interattiva: selezionando il pulsante relativo al 5G compaiono in arancione le aree servite, senza però separare FDD DSS e TDD. La mappa, chiarisce l’operatore, si riferisce alla copertura outdoor, quindi in ambienti chiusi la ricezione può risultare più debole.

Velocità dichiarate e stato della rete

Sul fronte prestazioni, WindTre continua a indicare l’utilizzo dello standard NSA, cioè Non Standalone, dove la velocità del canale 5G si somma a quella del 4G tramite dual connectivity, per un massimo teorico attorno a 1,6 Gbps. Nei documenti di trasparenza tariffaria e nei bollini 5G di recente introduzione la velocità massima stimata è però fissata a 2 Gbps in download e 200 Mbps in upload, mentre in passato i riferimenti erano 1,6 Gbps in download e 150 Mbps in upload, con un limite di 1,3 Gbps nelle regioni dove l’operatore dispone di soli 20 MHz contigui.

Confrontando portanti da 20 MHz in condizioni ottimali e con un solo utente collegato, il TDD arriva a circa 290 Mbps in download contro i 280 Mbps del FDD DSS, mentre in upload il rapporto si ribalta: circa 20 Mbps per il TDD e circa 70 Mbps per il FDD DSS. Per navigare servono tre cose: dispositivo compatibile, offerta abilitata e area coperta. Dal 2022 l’elenco dei modelli supportati non compare più, sostituito dalla garanzia di funzionamento ottimale su tutti i terminali venduti attraverso i canali ufficiali dell’operatore.

Sul piano infrastrutturale pesano poi Zefiro Net, la joint venture con Iliad nata il 3 gennaio 2023 per sviluppare e gestire la rete mobile in alcune aree del Paese, e l’acquisizione di OpNet completata il 1° agosto 2024, che ha portato in dote anche una rete 5G Stand Alone. Il 5G SA, per ora, WindTre lo ha abilitato in ambito business, per servizi come il network slicing e le reti private virtualizzate rivolte ad aziende e PMI.

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