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Riservatezza e concorrenza: il mondo osserva Neuralink, ma nuove sfide emergono all’orizzonte
A colpire non è solo l’entità dell’investimento, ma anche il contesto in cui si inserisce. L’attenzione attorno a Neuralink è alimentata dai primi risultati delle sperimentazioni cliniche. La startup ha infatti ricevuto nel 2023 l’etichetta di “dispositivo innovativo” dalla FDA, passo fondamentale per iniziare i test sugli esseri umani. Finora tre solo pazienti sono stati sottoposti all’impianto del chip neurale. Uno di loro, non verbale, è riuscito a montare e raccontare un video su YouTube esclusivamente attraverso impulsi cerebrali. Un risultato che dimostra non solo il potenziale della tecnologia, ma anche la sua concreta applicazione nella vita quotidiana.
Mentre il progetto di Musk cresce, l’azienda mantiene ancora un po’ di silenzio sui dettagli. Infatti, nessun comunicato è stato diffuso in merito all’identità degli investitori o ai prossimi sviluppi a riguardo. In contemporanea a tutto ciò emergono anche nuove realtà interessate allo stesso settore. Ad esempio, il fondatore di Valve, Gabe Newell, ha presentato un progetto alternativo di interfaccia cerebrale. Il suo chip, denominato Starfish, potrebbe debuttare entro la fine del 2025. Anche in Europa si sviluppano iniziative simili. Come la spagnola Inbrain, la quale ha dichiarato di voler usare la tecnologia neurale esclusivamente in ambito medico.
Insomma, il settore delle interfacce cervello-computer sta uscendo dai confini della ricerca per entrare nel mercato. La corsa all’innovazione è appena iniziata, ma Neuralink ha già dimostrato di saperla guidare.










