Neuralink, l’azienda di Elon Musk, questa volta si è davvero superata. Annunciata una sperimentazione clinica nel Regno Unito per testare l‘impianto cerebrale N1. Trattasi di un chip rivoluzionario, piccolo e completamente wireless, che promette di restituire autonomia a persone con paralisi. Tutto grazie all’interazione diretta tra cervello e dispositivi digitali.
Dato il via ai test del chip N1 di Neuralink per le persone con paralisi
Il 31 luglio 2025 Neuralink ha ufficialmente dato il via al progetto GB-PRIME, una sperimentazione condotta in collaborazione con due centri di alto profilo nel Regno Unito, ossia i principali ospedali universitari di Londra e quelli di Newcastle. L’obiettivo è valutare sicurezza e funzionalità dell’impianto nel permettere a persone affette da gravi forme di paralisi — come lesioni spinali o SLA — di interagire con computer e dispositivi usando solo il pensiero. Dietro c’è una tecnologia avanzata, quella del chip N1. Si impianta con un robot chirurgico di precisione millimetrica, senza fili esterni e con batteria ricaricabile da remoto. Il sistema legge i segnali neurali tramite migliaia di minuscoli elettrodi posti in aree del cervello coinvolte nel movimento.
Fino ad oggi, negli Stati Uniti alcuni pazienti hanno già mostrato la capacità di controllare cursori, digitare o dirigere strumenti anche robotici solo col pensiero, proprio grazie a questo chip. Adesso, in parallelo, anche a livello europeo si stanno delineando normative favorevoli e investimenti massicci nel settore neuro-tecnologico che fanno del Regno Unito un banco di prova ideale.
Siamo difronte al primo test europeo – superamento concreto delle barriere geografiche dato che finora tutti i trial umani erano avvenuti negli Stati Uniti. Importante anche per l’impatto reale sulla vita dei pazienti, dato che chi non può muovere le mani avrà ora la possibilità di scrivere, comunicare, navigare semplicemente con il cervello. Infine, è un vero e proprio simbolo per altri Paesi. Questo successo nel Regno Unito potrebbe aprire la strada a trial in tutta Europa e accelerare l’adozione delle BCI (interfacce cervello-computer) nella medicina.
