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Un altro fossile di dinosauro estremamente raro sta per finire all’asta, e questa volta tocca a Jodi, un esemplare di Nanotyrannus che porta con sé molto più del semplice valore di un reperto antico. Il fossile sarà messo in vendita da Sotheby’s, una delle case d’aste più conosciute al mondo, e la notizia ha subito attirato l’attenzione perché questo animale si trova al centro di una delle discussioni più accese della paleontologia, quella che riguarda il Tyrannosaurus rex.
Non si tratta quindi di un pezzo qualunque destinato alla collezione di qualche appassionato facoltoso. Jodi è considerato un reperto incredibilmente raro, e la sua comparsa sul mercato arriva in un periodo in cui le aste di dinosauri sono diventate quasi un appuntamento fisso. Ogni volta che uno scheletro passa sotto il martelletto si riaccende la stessa domanda su chi debba custodire questi resti, se i musei o i privati.
Perché il Nanotyrannus divide gli esperti
Il nome stesso suggerisce qualcosa di piccolo, un tirannosauro in formato ridotto. Ed è proprio qui che nasce il problema. Da tempo gli studiosi si confrontano su una questione che sembra semplice ma non lo è affatto: il Nanotyrannus è davvero una specie distinta oppure si tratta di esemplari giovani di T. rex, animali che non avevano ancora raggiunto le dimensioni imponenti degli adulti?
La differenza non è un dettaglio da addetti ai lavori. Stabilire se questi fossili appartengano a un predatore autonomo o a un Tyrannosaurus rex nelle prime fasi della crescita cambia parecchio il modo in cui viene raccontata la vita dei grandi carnivori del passato. Si parla di come crescevano, di come cacciavano, di quanto il loro corpo si trasformasse con l’età. Un singolo scheletro ben conservato può spostare l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, ed è per questo che esemplari come Jodi hanno un peso scientifico enorme.
Proprio per questo motivo il dibattito sul T. rex rende la vendita particolarmente delicata. Un reperto che potrebbe contribuire a chiarire una questione aperta da anni rischia di finire lontano dagli occhi dei ricercatori, a seconda di chi riuscirà ad aggiudicarselo.
L’asta da Sotheby’s e il mercato dei dinosauri
La messa in vendita di Jodi da Sotheby’s si inserisce in una tendenza ormai evidente. I fossili di dinosauro sono diventati oggetti molto ambiti, capaci di attirare collezionisti da ogni parte del mondo e di accendere l’interesse anche di chi, normalmente, di paleontologia si occupa poco o nulla. Uno scheletro di predatore preistorico esercita un fascino difficile da eguagliare, e le case d’aste lo sanno bene.
Dall’altra parte però c’è la comunità scientifica, che guarda a queste operazioni con una certa preoccupazione. Quando un fossile di dinosauro raro entra nel circuito commerciale, il suo destino dipende da chi offre di più, e non è detto che il nuovo proprietario lo renda disponibile per lo studio. Nel caso di un esemplare legato a una controversia ancora irrisolta, questa incertezza pesa ancora di più.
Jodi il Nanotyrannus si prepara così a passare sotto il martelletto, diventando l’ennesimo dinosauro raro a cambiare proprietario attraverso un’asta pubblica.
Fonte: TecnoAndroid








