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Morbillo in Pennsylvania: quarta vittima, un 18enne non vaccinato

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Un diciottenne non vaccinato è morto di morbillo in Pennsylvania, quarta vittima di un’epidemia che lo stato non vedeva da oltre trent’anni. Il ragazzo, residente nella contea di Mifflin, è deceduto per una complicanza neurologica rara ma ben documentata della malattia, l’encefalomielite acuta disseminata, nota con la sigla ADEM. A confermarlo è stato il dipartimento della salute statale, martedì, insieme a un secondo decesso emerso nel fine settimana dal referto del medico legale della contea di Jefferson, quello di una donna di 40 anni, anche lei non vaccinata.

Le prime due morti erano state registrate nella contea di Lancaster e riguardavano due neonati, un maschio appena nato e una bambina di sei settimane, entrambi troppo piccoli per ricevere il vaccino MMR contro morbillo, parotite e rosolia. Il medico legale di Mifflin, Andrea L. Alcalde, ha spiegato in una nota pubblicata sulla pagina Facebook dell’ufficio che la causa del decesso è stata stabilita dopo una revisione della cartella clinica e di tutte le informazioni disponibili. Nessun altro dettaglio verrà diffuso sul ragazzo.

Cos’è l’ADEM e perché colpisce dopo il morbillo

L’encefalomielite acuta disseminata è un disturbo autoimmune a progressione rapida. In pratica l’infiammazione anomala scatenata da un’infezione finisce per attaccare i rivestimenti protettivi delle cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale. Prima che i vaccini antimorbillosi diventassero di uso comune, l’ADEM era associata proprio al morbillo, anche se altre infezioni virali possono innescarla.

I numeri dell’epidemia in Pennsylvania continuano a salire. Lo stato ha contato 693 casi in 38 contee dall’inizio dell’anno, di cui 99 soltanto negli ultimi sette giorni, con 133 persone finite in ospedale. I due nuovi decessi verranno inseriti mercoledì nella dashboard ufficiale dei dati, durante l’aggiornamento periodico.

Il segretario alla salute della Pennsylvania, Debra Bogen, ha espresso vicinanza alle due famiglie colpite, ricordando che lo stato sta affrontando la peggiore epidemia di morbillo degli ultimi trent’anni e più. L’impegno, ha spiegato, resta quello di lavorare con i partner locali per fermare i contagi ed evitare altre morti, il che significa garantire informazioni corrette sulla malattia e accesso al vaccino MMR, quello che per decenni ha tenuto a bada le epidemie.

Il braccio di ferro sui dati nazionali

Difficilmente questi decessi finiranno in tempi rapidi nelle statistiche nazionali dei Centers for Disease Control and Prevention. L’agenzia è sotto il controllo stretto del segretario alla salute Robert F. Kennedy Jr., che ha una posizione apertamente contraria ai vaccini. Durante l’epidemia della Pennsylvania, Kennedy ha messo in discussione le morti, diffuso informazioni false sul vaccino MMR e, secondo quanto trapelato, ordinato al direttore dei CDC di escludere dai report la morte dei due neonati.

Anche il metodo di conteggio è cambiato. Prima i CDC si basavano sulle valutazioni e sulle segnalazioni delle autorità sanitarie statali e locali. Ora l’agenzia dichiara che riporterà solo i certificati di morte ricevuti dal National Center for Health Statistics, un sistema pensato per seguire le tendenze della mortalità su periodi lunghi, non per monitorare epidemie in corso. Il dipartimento della salute federale, che sovrintende ai CDC, non ha risposto alle domande sulla nuova regola.

La Pennsylvania, dal canto suo, ha precisato che le sue determinazioni sui decessi associati al morbillo arrivano al termine di indagini approfondite, usando una definizione modellata sui criteri del Council of State and Territorial Epidemiologists.

Nonostante le modifiche ai conteggi federali e il sospetto che molti casi sfuggano del tutto, i CDC segnalano comunque quasi 3.300 casi di morbillo quest’anno negli Stati Uniti. Più del record dell’anno scorso, 2.289 casi con tre morti, e il totale più alto dal 1991, quando se ne contarono 9.643. Gli Stati Uniti avevano dichiarato il morbillo eliminato nel 2000, dopo aver bloccato la trasmissione interna per dodici mesi grazie a coperture vaccinali elevate. Con i tassi di vaccinazione scivolati ben sotto l’obiettivo del 95 percento, il virus è tornato a circolare e il paese rischia ora di perdere quello status.

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