In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
La nuova Mitsubishi Pajero ha finalmente una data: il prossimo 2 settembre il fuoristrada giapponese tornerà davanti alle telecamere con la sua quinta generazione, dopo cinque anni di assenza dalle linee di produzione. Un ritorno che gli appassionati di sterrato aspettavano da parecchio, perché parliamo di uno dei modelli che hanno costruito la reputazione del marchio ben oltre i confini del Giappone.
Vale la pena ricordare da dove arriva questo nome. Pajero debuttò al Salone dell’Automobile di Tokyo nell’ottobre 1981 e arrivò sul mercato nel maggio 1982, con quel look squadrato e massiccio che in Europa diventò rapidamente un piccolo culto. A rendere leggendaria la sigla ci pensò soprattutto il Rally Dakar, con 12 vittorie complessive raccolte dalla metà degli anni Ottanta fino al 2007. Per quasi quarant’anni il progetto è sembrato intramontabile, poi nel 2019 le vendite si sono fermate in Giappone e in Europa, con una Final Edition a tiratura limitata riservata al mercato interno, decisione legata alle normative Euro 6D-Temp. La produzione è proseguita fino a marzo 2021, con un solo ritocco leggero agli interni.
Cosa si sa della quinta generazione
L’annuncio ufficiale è arrivato senza dati tecnici, quindi al momento le uniche immagini in circolazione sono rappresentazioni grafiche non ufficiali, mentre la scheda completa verrà svelata soltanto il giorno del debutto. Qualche punto fermo però c’è. In alcuni mercati il modello continuerà a chiamarsi Montero, mentre la produzione sarà affidata agli stabilimenti in Thailandia.
Mitsubishi non ha alcuna intenzione di stravolgere la formula, e questo è forse l’aspetto più rassicurante per chi teme le derive da SUV cittadino. Sotto ci sarà un telaio a longheroni derivato dal pick-up Triton, quindi struttura da fuoristrada vero, non da crossover travestito. Anche il frontale alto e robusto, uno dei segni distintivi del modello, resterà sostanzialmente invariato. Sul fronte propulsori appare molto probabile l’arrivo di motorizzazioni ibride a benzina compatibili con la normativa Euro 7, scelta quasi obbligata visto il quadro regolamentare.
Dentro l’abitacolo si andrà a pescare nella tradizione. Tornerà il Multi Meter, che ripropone in chiave digitale gli strumenti analogici dedicati alla guida off-road, quelli che caratterizzavano la prima generazione del 1982. Un omaggio esplicito alle origini, tradotto in linguaggio moderno.
Trazione integrale e numeri di un successo globale
Il cuore tecnico della proposta resta il Super All-Wheel Control, la sigla S AWC con cui Mitsubishi identifica la sua evoluzione della trazione integrale intelligente. Il sistema gestisce in modo integrato motore, differenziali, controllo della stabilità e frenata, adattando in continuazione la distribuzione della coppia alle condizioni di guida. Tradotto in parole semplici, la vettura decide da sola dove mandare la spinta a seconda di quanta aderenza trova sotto le ruote, che si tratti di fango, sabbia o asfalto bagnato.
I numeri spiegano bene perché questo ritorno faccia rumore. Nel mondo il fuoristrada ha superato i 3,3 milioni di esemplari venduti, contribuendo in maniera decisiva alla notorietà del costruttore giapponese. Una base di appassionati così ampia difficilmente dimentica, ed è il motivo per cui la quinta serie viene attesa con tanta curiosità.
Il teaser più recente è comparso direttamente sul sito ufficiale allestito da Mitsubishi per il lancio, anche se di indizi concreti ne ha offerti davvero pochi. Poco più di un’ombra e qualche dettaglio appena accennato, giusto per tenere viva l’attesa fino alla presentazione. Per il resto, appuntamento fissato al 2 settembre, quando cadranno i veli e arriveranno finalmente le specifiche complete del nuovo modello.










