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RAM nel 1995, un GB costava quasi 60.000 euro

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Nel 1995 un solo gigabyte di RAM costava quanto una casetta di periferia, e non è un modo di dire: Advantage Memory Corporation chiedeva circa 42.000 euro per riempire i dodici slot di memoria di un Power Macintosh 9500, arrivando a 768 MB complessivi. Per toccare quota 1 GB, con i moduli più capienti attesi nei mesi successivi, servivano all’incirca 59.000 euro. Cifre che oggi fanno sorridere e insieme un po’ impressione, viste dal 2026 con i banchi DDR5 sugli scaffali.

I numeri arrivano da un comunicato datato 20 giugno 1995, ripescato di recente e tornato a circolare in rete. Apple aveva presentato il Power Macintosh 9500 appena il giorno prima e Advantage Memory colse l’occasione al volo per lanciare i suoi nuovi moduli DIMM. Il taglio da 8 MB veniva proposto a circa 370 euro, quello da 64 MB a circa 3.600 euro. Tenendo conto dell’inflazione, oggi parleremmo grosso modo di 800 e 7.800 euro.

Quando 16 MB erano già un lusso

I moduli da 128 MB, all’epoca, non erano ancora sul mercato e il comunicato non ne indicava nemmeno il prezzo. Facendo una stima a partire dal modello da 64 MB, ciascuno sarebbe costato poco meno di 7.400 euro. Ne servivano otto per arrivare a 1 GB, quindi intorno ai 57.000 euro dell’epoca, che rivalutati diventano quasi 129.000 euro di oggi. Riempiendo tutti e dodici gli slot, il Power Macintosh 9500 sarebbe salito a 1,5 GB, un traguardo che nel 1995 aveva più il sapore della sfida tecnica che dell’acquisto sensato.

Per capire il contesto basta ricordare che su un PC di quegli anni 16 MB di memoria erano considerati una dotazione più che dignitosa. Due moduli da 8 MB costavano insieme circa 730 euro, che tradotti in potere d’acquisto attuale superano i 1.550 euro. Comprare memoria, insomma, era una decisione che pesava sul bilancio quanto e più del computer stesso.

La memoria torna a costare, ma non così

Il paragone non è casuale, perché la DDR5 è tornata a incidere parecchio sul prezzo finale di una configurazione. Un kit da 16 GB oggi viaggia tra i 185 e i 230 euro circa, e salendo di taglio le cifre si impennano in fretta. Il motivo è noto a chi segue il settore: la domanda dei data center sta assorbendo una fetta enorme della produzione, mentre i produttori concentrano capacità e investimenti sulle memorie HBM destinate agli acceleratori per l’intelligenza artificiale.

SK hynix ha spiegato che le HBM richiedono più wafer rispetto alle DRAM tradizionali per ottenere la stessa capacità, il che riduce meccanicamente la disponibilità di memoria per il mercato consumer. Il presidente del gruppo, Chey Tae-won, si è spinto oltre, ipotizzando che la carenza possa proseguire almeno fino al 2030. Una prospettiva che difficilmente rassicura chi sta mettendo insieme una configurazione nuova.

Resta però un dettaglio che rimette tutto in prospettiva. Per quanto i listini siano cresciuti, 16 GB di DDR5 costano ancora meno dei circa 370 euro che nel 1995 servivano per portarsi a casa un singolo modulo da 8 MB. Duemila volte la capacità, a una frazione della spesa, con trent’anni di distanza in mezzo.

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