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Meta Glasses vietati nei tribunali di Inghilterra e Galles

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Gli occhiali intelligenti non potranno più entrare nelle aule di giustizia di Inghilterra e Galles, dove i tribunali hanno deciso di sbarrare la porta ai Meta Glasses e a qualsiasi dispositivo indossabile capace di riprendere immagini senza dare troppo nell’occhio. Una scelta che arriva dopo un provvedimento analogo adottato dallo Stato di New York, e che nasce da un problema piuttosto concreto, cioè la difficoltà di capire quando qualcuno stia registrando davvero. La regola operativa è semplice. Chi si presenta al palazzo di giustizia indossando occhiali smart deve consegnarli all’ingresso, e li riavrà soltanto quando lascerà l’edificio. Nessuna eccezione legata al modello o alla marca, perché il criterio riguarda la funzione, non il logo sulla stanghetta.

Perché la fotocamera nascosta cambia le regole del gioco

Il punto centrale è il confronto con lo smartphone. Quando una persona alza il telefono per filmare, il gesto si nota, è riconoscibile, chiunque nell’aula può accorgersene e segnalarlo. Con gli occhiali smart la dinamica si ribalta, perché la fotocamera è integrata nella montatura e non richiede alcun movimento sospetto. Basta guardare, letteralmente. Diventa quindi molto complicato distinguere chi sta semplicemente indossando un paio di occhiali da chi sta documentando l’intera udienza dal primo all’ultimo minuto.

Esiste, va detto, una contromisura pensata dai produttori. Tutti i modelli in commercio hanno un led di avviso che si accende durante la registrazione, così da segnalare l’attività a chi si trova davanti. Il problema è che quella spia non è particolarmente vistosa, e in condizioni di luce normale o a una certa distanza passa inosservata con estrema facilità. Un segnale pensato per tutelare la privacy che, nella pratica quotidiana, rischia di non svolgere il proprio compito. Da qui la lettura fatta dai tribunali. Le tecnologie indossabili permettono di riprendere e scattare foto senza farsi notare, o quasi, e in ambienti dove riservatezza e sicurezza sono elementi fondamentali questa possibilità diventa un rischio difficile da gestire con controlli improvvisati.

Un divieto che protegge norme vecchie di decenni

Nelle aule di giustizia il divieto di riprendere non è una novità dell’era digitale. Si tratta di regole che da decenni garantiscono il corretto svolgimento dei processi, tutelando testimoni, giurati, imputati e parti civili da esposizioni indesiderate. Il fatto è che quelle norme sono state scritte in un contesto tecnologico completamente diverso, quando per registrare serviva un apparecchio evidente e ingombrante. Con i Meta Glasses e prodotti simili quel presupposto salta. Non serve nascondere nulla, perché il dispositivo si nasconde da solo, camuffato da normale accessorio da vista o da sole. È esattamente questa caratteristica a mettere in discussione l’efficacia delle vecchie regole, e la risposta scelta dai tribunali di Inghilterra e Galles è stata la più diretta possibile, ovvero impedire fisicamente l’accesso al dispositivo anziché affidarsi alla buona fede di chi lo indossa.

Lo Stato di New York si era già mosso nella stessa direzione, introducendo una misura per bloccare le registrazioni clandestine durante le udienze. Due sistemi giudiziari diversi, con tradizioni e procedure proprie, che arrivano alla stessa conclusione nello stesso arco di tempo. Un segnale di come il tema degli occhiali smart stia diventando concreto anche fuori dal perimetro del semplice dibattito tecnologico. Il ritiro all’ingresso, con restituzione all’uscita, resta per ora la formula adottata nei tribunali di Inghilterra e Galles per gestire la presenza di questi dispositivi.

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