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BYD, batterie allo stato solido: il primo modello arriva nel 2027

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Le batterie allo stato solido potrebbero arrivare su strada prima di quanto molti immaginassero, almeno secondo BYD. Il costruttore cinese sostiene di trovarsi in una “posizione di vantaggio” nella corsa alla commercializzazione di questa tecnologia e ha già indicato una data precisa. Il primo modello equipaggiato con una batteria allo stato solido debutterà nel 2027. Il passaggio dagli attuali accumulatori agli ioni di litio promette infatti di aumentare sia l’autonomia sia la velocità di ricarica delle auto elettriche.

La conferma è arrivata da Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, in una recente intervista con la stampa spagnola. “Parlando di batterie allo stato solido, BYD è in posizione di testa” ha spiegato la manager. “Siamo avanti sia sul fronte della commercializzazione sia su quello tecnologico. E per dimostrarlo, il prossimo anno avremo un modello che sarà il primo con questa tecnologia.”

Dalle prime installazioni alla produzione di massa

Le dichiarazioni di Li ricalcano una tabella di marcia già tracciata a febbraio 2025 da Sun Huajun, direttore tecnico di FinDreams, la controllata del gruppo che si occupa proprio di batterie. Durante una conferenza di settore, Sun aveva anticipato che le prime dimostrazioni e installazioni di questi accumulatori sarebbero arrivate nel 2027, mentre la produzione su larga scala è prevista più o meno intorno al 2030.

Chi pensa a un addio immediato alle soluzioni tradizionali però si sbaglia. Nella stessa occasione Lian Yubo, capo scienziato di BYD, aveva chiarito che le celle al litio non verranno accantonate. “Le batterie allo stato solido saranno impiegate principalmente sui modelli di fascia alta, integrandosi con le batterie al litio ferro fosfato e trovando spazio su veicoli di livelli diversi” aveva detto. In altre parole le due tecnologie sono destinate a convivere, ciascuna nel proprio segmento di mercato.

Ma cosa cambia davvero sotto il cofano? Negli accumulatori agli ioni di litio gli ioni si spostano tra il polo positivo e quello negativo attraverso una soluzione liquida di sali di litio disciolti. Nelle batterie allo stato solido quel liquido viene sostituito da elettroliti solidi ricavati da ossidi, polimeri oppure solfuri, la strada scelta dal marchio cinese. Il risultato è una densità energetica più elevata, che apre la porta a batterie più compatte e leggere e a un’autonomia maggiore con una singola ricarica. Sulla carta sono anche più sicure perché molto meno inclini a prendere fuoco e capaci di funzionare a temperature estreme, un terreno sul quale le attuali celle agli ioni di litio mostrano ancora parecchi limiti.

Il nodo dei costi e una concorrenza agguerrita

L’ostacolo principale resta il prezzo. Allo stato attuale questa tecnologia costa ancora troppo, ed è per questo che BYD lascia intendere che le prime batterie allo stato solido finiranno sui modelli più costosi della gamma, forse una futura versione della Denza Z. Una scelta che permette di assorbire i costi di produzione più alti in attesa che la filiera maturi.

Il gruppo cinese comunque non è solo in questa partita. Diversi costruttori puntano a portare sul mercato un’auto con batterie allo stato solido nei prossimi anni. Toyota si è impegnata a offrire vetture con questa tecnologia entro il 2027 o il 2028. Mercedes ha avviato i test su una EQS allo stato solido e ha fatto sapere che introdurrà la tecnologia prima della fine del decennio. Stellantis nel 2026 ha cominciato le prove su strada di una Dodge Charger con questo tipo di accumulatore. All’inizio di quest’anno Honda ha stretto una nuova collaborazione con QuantumScape per sviluppare batterie allo stato solido che, nei piani della casa giapponese, dovrebbero aiutarla a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

Fonte: TecnoAndroid

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