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La questione è arrivata persino al Parlamento Europeo. Qui l’eurodeputata Veronika Cifrová Ostrihoňová ha sollevato interrogativi sulla conformità di Meta AI alle norme comunitarie. Ciò in particolare in materia di privacy e protezione dei dati. Una mossa significativa, che evidenzia quanto il dibattito sia destinato a diventare sempre più politico.
Intanto, alcuni utenti più radicali hanno iniziato a promuovere alternative a WhatsApp e Instagram. Ciò puntando su app decentralizzate o comunque più trasparenti nella gestione dei dati. È una forma di resistenza digitale che rappresenta un segnale chiaro. Non tutti sono disposti ad accettare le logiche imposte dalle Big Tech.
D’altro canto, Meta continua a sostenere che l’intelligenza artificiale offra nuove opportunità. E che gli utenti non corrono rischi. Nel frattempo, la sensazione generale è che il confine tra innovazione e invasione si stia facendo sempre più sottile. E finché non verrà restituita agli utenti una reale possibilità di scelta, il tasto Meta AI non sarà solo un bottone virtuale. Diventerà il simbolo di una libertà digitale sempre più messa in discussione.
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