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Google Foto sta preparando una piccola modifica che potrebbe risolvere uno dei problemi più evidenti del suo guardaroba digitale basato sull’intelligenza artificiale. Si tratta di una nuova opzione chiamata Rigenera immagine, pensata per rifare da capo le immagini generate di vestiti, scarpe, occhiali e altri accessori quando il primo tentativo non rispecchia fedelmente il prodotto reale. Sulla carta è un dettaglio, eppure offre agli utenti un controllo decisamente maggiore su come capi e accessori compaiono nella loro collezione virtuale.
La novità è stata individuata nella versione 7.95 dell’app ed è stata resa visibile con qualche intervento manuale, segno che non è ancora disponibile per tutti. Per capire di cosa si parla basta ricordare come funziona il guardaroba di Google Foto. Il sistema usa l’intelligenza artificiale per riconoscere gli indumenti presenti nelle fotografie salvate e crea per ciascuno un’immagine dedicata. Queste rappresentazioni possono poi essere sfruttate da altre funzioni, come quella che permette di provare gli abbinamenti in modo virtuale.
Il limite attuale sta tutto nel modo in cui vengono create. L’app genera un’immagine per ogni capo nel momento in cui il guardaroba viene configurato la prima volta e da lì in poi non c’è modo di intervenire. Se una camicia esce con il colore sbagliato o un paio di scarpe non somiglia granché all’originale, l’utente si ritrova con quella versione e basta. Una situazione che, a quanto pare, è destinata a cambiare.
Come funziona la nuova opzione Rigenera immagine
Il percorso per sfruttare la funzione Rigenera immagine è piuttosto semplice. Prima bisogna aprire la pagina dei dettagli del singolo capo all’interno del guardaroba. A quel punto, toccando il menu con i tre puntini in alto a destra, compare la nuova voce. Una volta selezionata parte il processo di rigenerazione e Google Foto mostra l’avanzamento mentre costruisce la nuova immagine. Non serve nemmeno restare fermi su quella schermata, perché l’operazione prosegue in background anche se si passa ad altro.
C’è però un aspetto da tenere presente. La rigenerazione non si limita a riprodurre esattamente lo stesso oggetto, dato che l’intelligenza artificiale può apportare modifiche alla rappresentazione. Nelle prove effettuate su un paio di occhiali, l’app ha cambiato leggermente alcune tonalità e ha aggiunto dei naselli che nell’immagine originale non c’erano. Qualcosa di simile è successo con una maglietta, i cui colori sono stati ritoccati e il cui logo è stato addirittura spostato in un’altra posizione. Quindi la funzione può tornare utile quando il primo risultato è poco fedele, ma esiste sempre la possibilità che il rimpiazzo generato si riveli persino meno preciso del precedente.
Perché la precisione conta anche per gli outfit
La questione non riguarda solo l’aspetto estetico dell’archivio. Le immagini del guardaroba digitale non servono soltanto a essere sfogliate, perché Google Foto le utilizza per la funzione dedicata alla prova degli outfit, quella che consente di vedere in modo virtuale come stanno insieme capi diversi. Se la base di partenza è imprecisa, anche gli abbinamenti proposti rischiano di dare un’idea poco realistica del risultato finale. Poter correggere le singole immagini dovrebbe quindi rendere più affidabile e più utile l’intero strumento.
Va comunque ricordato che la scoperta arriva dall’analisi del codice dell’applicazione, il cosiddetto APK teardown, una tecnica che permette di anticipare funzioni ancora in fase di sviluppo. Non sempre però le novità individuate in questo modo arrivano davvero alla versione pubblica, e anche l’opzione per rigenerare le immagini del guardaroba di Google Foto potrebbe non essere mai distribuita agli utenti.
Fonte: TecnoAndroid








