Vai al contenuto
Offerte

McLaren, nuova identità di marchio: il logo nasce da un distributore

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

McLaren ha scelto di rimettere mano alla propria immagine con una nuova identità di marchio pensata per far parlare la stessa lingua a due mondi che finora avevano viaggiato su binari paralleli, McLaren Automotive e McLaren Racing. Niente stravolgimenti gratuiti, piuttosto un lavoro di cucitura che prova a tenere insieme la parte stradale e quella sportiva sotto un’unica firma visiva. Il punto di partenza, dichiarato apertamente dalla casa di Woking, resta la visione di Bruce McLaren, quella che da oltre sessant’anni tiene insieme ricerca dell’eccellenza, innovazione tecnologica e l’abitudine a spingersi un passo oltre il limite conosciuto.

La prima cosa che salta all’occhio è il wordmark ridisegnato. Non nasce da un esercizio di stile astratto ma da un pezzo di storia familiare, perché l’ispirazione arriva dall’insegna originale della stazione di servizio che Les e Ruth McLaren gestivano a Remuera, in Nuova Zelanda. Proprio lì, tra pompe di benzina e officina, Bruce mise insieme la sua prima vettura vincente. Un dettaglio che spiega bene la direzione presa dai team creativi, andati a rovistare negli archivi storici alla ricerca dei simboli più riconoscibili.

Speedmark, Speedy Kiwi e il papaya che non si tocca

McLaren, nuova identità di marchio: il logo nasce da un distributore

Credits: TecnoAndroid

Accanto al nuovo wordmark restano in campo gli elementi grafici che i tifosi conoscono a memoria. Lo Speedmark continua a occupare il centro dell’immagine aziendale, lo Speedy Kiwi resta come omaggio alle origini neozelandesi del fondatore e il colore Papaya mantiene il suo ruolo di marchio di fabbrica, affiancato però da una palette cromatica più ampia rispetto al passato. Una scelta che permette maggiore libertà nelle applicazioni senza perdere quella riconoscibilità immediata che in pista, a duecento all’ora, vale più di qualsiasi manuale di brand.

Sul senso dell’operazione è intervenuto David Woodhouse, Chief Creative Officer di McLaren Automotive: “McLaren è unica e straordinaria. Nel corso della nostra storia non ci siamo mai accontentati di seguire percorsi già tracciati. Abbiamo sempre guardato avanti, spinti dal desiderio incessante di reinventarci, continuare a creare e superare le aspettative. Questa evoluzione della nostra identità visiva esprime esattamente questo spirito. Riflette il percorso che stiamo intraprendendo come azienda. Segna l’inizio di un nuovo capitolo per McLaren e dà una forma visibile all’ambizione, alla creatività e all’energia che plasmeranno il nostro futuro”.

Il legame tra eredità e prospettive future è stato sottolineato anche da Louise McEwen, Chief Marketing Officer di McLaren Racing: “McLaren si è evoluta enormemente nel corso degli anni. Tuttavia, guardando alla nostra storia condivisa nel racing e nell’automotive, è straordinario quanto della visione originale di Bruce e del suo spirito sia ancora oggi vivo all’interno dell’azienda. Questa identità evoluta collega in modo unico la nostra orgogliosa eredità alle nostre ambizioni per il futuro. Celebra i simboli e le storie che i nostri fan, partner e membri dei team già conoscono e amano, offrendo al contempo un’espressione più connessa di ciò verso cui ci stiamo dirigendo. È inconfondibilmente McLaren”.

Dalla Formula 1 al WEC, passando per un SUV

Il restyling dell’immagine arriva in un momento piuttosto denso sul fronte sportivo. Oltre all’impegno in Formula 1, il marchio britannico ha messo in cantiere l’ingresso nel WEC con il programma Hypercar, obiettivo dichiarato la Triple Crown. Un traguardo che pochi costruttori possono anche solo permettersi di nominare.

Sul versante stradale, invece, McLaren Automotive ha confermato un piano di investimenti da oltre 500 milioni di sterline nel Regno Unito. Soldi destinati ad ampliare le strutture ingegneristiche e a sviluppare nuovi modelli, compreso un inedito SUV che rappresenterebbe una prima assoluta per il costruttore di Woking. Un cambio di passo importante per un marchio costruito attorno a supercar a motore centrale, e che adesso guarda a un segmento dove finora non aveva mai messo piede.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
21 Condivisioni