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Mazda CX-70 e CX-90 in crisi: il piano di rilancio punta sulla sicurezza

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I SUV di punta Mazda non stanno andando come previsto e il costruttore giapponese ha messo a punto un piano di rilancio che, curiosamente, sceglie di puntare tutto sulla sicurezza invece che su sconti più aggressivi o cavalli in più. Parliamo di CX-70 e CX-90, i due modelli grandi pensati proprio per il mercato americano, che finora hanno raccolto numeri ben lontani dalle aspettative. E mentre questi ammiraglie annaspano, c’è un vecchio modello del marchio che sta vivendo una delle sue stagioni migliori.

L’esperimento premium di Mazda, insomma, non ha funzionato come sperato. Il marchio ci ha già provato con i ribassi di prezzo, senza grandi risultati, e ora ha deciso che la strada giusta sia ricordare ai potenziali acquirenti quanto siano sicuri questi veicoli. A questo si aggiunge qualche aggiornamento di prodotto, nella speranza che basti a invertire la rotta.

I dati parlano chiaro. Nella prima metà dell’anno le vendite negli Stati Uniti della CX-90, il modello a tre file di sedili, sono crollate del 24 percento fermandosi a 21.271 unità. Ancora peggio è andata alla CX-70, la versione a due file, precipitata del 29 percento con appena 5.974 consegne. Numeri che nessuno, dalle parti di Hiroshima, aveva in mente quando questi due modelli sono stati sviluppati pensando espressamente al pubblico nordamericano.

Dazi e incentivi persi rendono tutto più difficile

Dopo che Mazda è tornata in utile nell’ultimo trimestre finanziario, il direttore finanziario Jeffrey Guyton ha ammesso senza troppi giri di parole di non essere soddisfatto delle performance dei due grandi SUV. “Questa situazione non è accettabile per noi”, ha detto, illustrando poi il piano incentrato sulla comunicazione della sicurezza. Una strategia che ha già dato frutti positivi con un altro modello: la CX-5 ridisegnata ha ottenuto di recente il punteggio più alto dell’Insurance Institute for Highway Safety, e oggi il marchio può vantare più riconoscimenti Top Safety Pick Plus di qualsiasi concorrente.

Ovviamente il fatto che gli acquirenti non sapessero quanto fossero sicuri questi SUV non è l’unica ragione dei numeri deludenti. La CX-70 e la CX-90 hanno subito il peso dei dazi, dato che arrivano dal Giappone. A questo si è aggiunta la perdita degli incentivi per le ibride plug in, che di certo non ha aiutato. Mettici pure una domanda in calo per i modelli plug in più costosi, ed ecco spiegato perché Mazda sta cercando nuove armi per rilanciare la vendita.

Il vecchio Mazda3 corre più delle ammiraglie

Mentre il costruttore si affanna a salvare i modelli più recenti, uno dei più anziani se la passa benissimo. L’attuale Mazda3 è arrivata sul mercato nel 2018, eppure le sue vendite sono letteralmente esplose quest’anno. A luglio le consegne sono balzate di quasi l’88 percento, mentre il dato da inizio anno segna un più 28 percento. Tutto questo per un’auto che si avvicina al decimo compleanno con pochissime modifiche di rilievo.

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