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Maserati verso l’alleanza con Huawei e JAC: cosa può cambiare

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Il futuro di Maserati potrebbe passare da un’alleanza con due colossi cinesi, Huawei e JAC Group, secondo indiscrezioni che descrivono trattative già avviate per una collaborazione industriale di lungo periodo. Le voci arrivano in un momento tutt’altche semplice per il marchio del Tridente, impegnato in una riorganizzazione profonda che tocca prodotto, strategia commerciale e assetto produttivo. Al centro del dossier ci sarebbe Stellantis, che da mesi ragiona su partnership con altri costruttori e con aziende tecnologiche per dividere costi e accelerare sullo sviluppo.

Nel perimetro della trattativa figurerebbero anche gli stabilimenti italiani di Modena e Cassino, i due poli dove oggi nascono i modelli del Tridente. Un dettaglio non secondario, perché indica che l’ipotesi non riguarderebbe soltanto software e servizi, ma potrebbe avere ricadute concrete sulla produzione. L’amministratore delegato Antonio Filosa aveva del resto già lasciato intendere nei mesi scorsi che nuovi accordi erano sul tavolo, compreso uno pensato specificamente per Maserati.

Numeri difficili e un piano atteso a dicembre

I dati spiegano bene la fretta. Nel 2025 Maserati ha consegnato meno di 8.000 vetture, chiudendo con una perdita operativa rettificata di 198 milioni di euro. Cifre che rendono inevitabile un ripensamento dell’intera impostazione industriale del marchio, sia sul fronte dei volumi che su quello del posizionamento.

Il piano strategico di lungo periodo del Tridente dovrebbe essere presentato il prossimo dicembre, e l’eventuale intesa con i partner cinesi potrebbe diventare uno dei tasselli di quel percorso. Per ora, però, Stellantis non ha confermato nulla, limitandosi a parlare di normali discussioni con diversi operatori industriali. Anche Huawei e JAC non hanno commentato.

La tecnologia di Huawei e l’ipotesi doppio marchio

L’aspetto più interessante riguarda la possibile adozione della piattaforma Harmony Intelligent Mobility di Huawei. Le discussioni sarebbero in fase avanzata, con l’obiettivo di avviare entro la fine del 2027 la produzione del primo modello sviluppato insieme. Huawei entrerebbe quindi soprattutto come fornitore tecnologico, mettendo a disposizione la base per i sistemi digitali e i servizi connessi, un terreno su cui il gruppo cinese ha costruito competenze molto solide sul mercato interno.

Per Maserati significherebbe poter attingere a know how sviluppato in Cina, riducendo tempi e investimenti in un ambito, quello dell’elettronica di bordo, dove i costruttori europei arrivano spesso in ritardo. Ma lo schema allo studio potrebbe essere ancora più articolato. Si parla infatti di una strategia a doppio marchio: lo stesso veicolo verrebbe commercializzato in Cina con l’insegna di lusso Maextro, legata a JAC, mentre sui mercati internazionali conserverebbe il badge del Tridente. Al momento non ci sono indicazioni sul modello coinvolto né sulle modalità produttive definitive. L’operazione, se andasse in porto, consentirebbe comunque a Stellantis di ripartire investimenti e tecnologie con partner esterni, seguendo una traccia già battuta con altri gruppi cinesi.

Una linea già seguita dal gruppo

Il dossier Maserati, in effetti, non nasce isolato. Filosa ha annunciato accordi produttivi con realtà cinesi come Leapmotor e Dongfeng, inseriti nella strategia industriale del gruppo che guarda fino al 2030 e che prevede investimenti e una nuova offensiva di prodotto. La logica è sempre la stessa: condividere piattaforme e sviluppo per contenere le spese, in un settore dove i costi dell’elettrificazione e della digitalizzazione hanno cambiato le regole del gioco.

Resta il fatto che accostare il nome Maserati a una partnership cinese ha un peso simbolico diverso rispetto ad altre operazioni. Il marchio modenese vive di storia, artigianalità e produzione italiana, elementi che difficilmente possono essere messi da parte senza conseguenze sull’immagine. Ecco perché il coinvolgimento degli impianti di Modena e Cassino, se confermato, sarà uno dei punti più osservati. Il quadro definitivo dovrebbe emergere con la presentazione del piano di dicembre, quando si capirà se l’asse con Huawei e JAC diventerà davvero uno dei pilastri industriali del Tridente o resterà una delle tante ipotesi valutate e poi archiviate.

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