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Chi usa un orologio Amazfit può stare tranquillo almeno su un punto: le funzioni principali resteranno gratuite, senza abbonamenti a pagamento nascosti dietro l’angolo. A metterlo nero su bianco è stata Zepp Health durante la chiamata con gli investitori relativa al secondo trimestre 2026, un appuntamento che ha sciolto due dubbi rimasti in sospeso per mesi e che, allo stesso tempo, ha alimentato la curiosità su un ultimo dispositivo ancora avvolto nel mistero in arrivo prima della fine dell’anno.
Il CFO Leon Deng non ha lasciato margini di interpretazione. Nessun piano per rendere a pagamento le funzionalità chiave. Nell’app Zepp esistono già strumenti che assomigliano molto a servizi in abbonamento, come la gestione del sonno e dello stress, ma restano accessibili senza costi aggiuntivi. Deng le ha definite un vantaggio competitivo, non un’occasione di guadagno buttata via. La porta a un cambio di rotta futuro non è stata sbarrata del tutto, però quel “non pianificato” suonava parecchio come un no.
La distanza da Garmin e i numeri di Zepp Health
Il confronto con la concorrenza è inevitabile. Garmin Connect+ va nella direzione opposta, con il CEO Cliff Pemble che ha confermato lo sviluppo di nuove funzioni riservate a chi paga. Sul fronte Amazfit, invece, HybridCharge, sleep staging, carico di allenamento e gli strumenti pensati per le gare HYROX rimangono lì, disponibili per tutti. Una scelta di posizionamento chiara, in un mercato dove il rapporto tra prezzo e funzioni pesa sempre di più.
I conti raccontano una fase di crescita accompagnata da spese importanti. I ricavi del secondo trimestre di Zepp Health sono saliti del 6,9% su base annua, arrivando a circa 55 milioni di euro, spinti da una domanda più solida e da uno spostamento verso i modelli di fascia alta. Il margine lordo è cresciuto fino al 37,4%, ma il costo dei lanci ha prodotto una perdita operativa rettificata di circa 10 milioni di euro, contro i 4,5 milioni circa dell’anno precedente. La liquidità resta comunque robusta, intorno ai 95 milioni di euro, e il debito continua a scendere. Nel complesso, l’azienda ha spedito oltre 200 milioni di dispositivi a più di 53 milioni di utenti in 150 paesi.
Uno o due lanci ancora, e il rebus dell’ultimo orologio
Solo nel secondo trimestre sono arrivati sei prodotti, con il marketing che ne ha risentito. Deng ha comunque confermato che entro dicembre usciranno al massimo uno o due nuovi dispositivi. Il calendario del 2026 finora è fitto: Active Max a gennaio, Active 3 Premium e T-Rex Ultra 2 a febbraio, Cheetah 2 Pro ad aprile, Cheetah 2 Ultra a maggio, poi Bip Max, Balance 3, Balance Ultra e Helio Strap Pro a giugno. Nella seconda metà dell’anno sono attesi Helio Ring 2 e Helio Strap 2, il che porta il conto a nove. Resta uno slot libero, dentro quel “dieci o più” indicato dall’azienda stessa.
I candidati sono due. Il primo è Falcon 2, spuntato da un teardown del codice dell’app Zepp e da una registrazione normativa tra marzo e aprile, poi sparito dai radar. Il secondo è T-Rex Dual Solar, con indizi più recenti e più concreti: un nome commerciale trovato nel database SIRIM della Malesia e una Solar Boost Mode individuata nell’app.
Sul Falcon 2 pesa un problema di ingegneria. Wang Huang ha spiegato agli analisti quanto sia complicato mettere insieme materiali pregiati e un’antenna capace di garantire una buona ricezione GPS. Deng ha aggiunto che le casse in titanio e acciaio del Balance 3 hanno creato grattacapi nella produzione su larga scala, e proprio su quel modello la precisione GPS è scesa al 77%, contro l’85% del Balance 2. Falcon 2 userebbe lo stesso tipo di cassa.
Il T-Rex Dual Solar, intanto, è passato dall’FCC con il numero di modello A2570, con Wi-Fi, Bluetooth e con ogni probabilità GNSS a doppia frequenza. Le certificazioni malese del 3 agosto e sudcoreana del 4 agosto indicano Cina e Vietnam come sedi produttive. Quel “Dual” potrebbe riferirsi a un doppio display, visto che integrare celle solari sotto un pannello AMOLED resta complicato. A luglio l’account Instagram spagnolo del marchio ha mostrato per pochi istanti un orologio rugged con lunetta rossa e uno schermo diverso dagli AMOLED abituali, forse riflessivo e a basso consumo. Tra una certificazione e l’annuncio passano di solito da 4 a 6 settimane, e l’IFA 2026 di Berlino, dal 4 all’8 settembre, cade esattamente in quella finestra.








