Vai al contenuto
Offerte

Marte, Capodanno per l’anno 39: tutto iniziò con una tempesta

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Oggi su Marte si festeggia il Capodanno e il pianeta rosso entra ufficialmente nel suo 39° anno da quando, nel 1955, ha preso il via il calendario marziano. Non ci sono brindisi né fuochi d’artificio a illuminare quelle pianure lontane, eppure per chi segue da vicino le vicende del nostro vicino cosmico si tratta di una ricorrenza con un certo fascino. Un nuovo anno che comincia, un contatore che scatta in avanti e una storia che affonda le radici in un evento decisamente in tema con il colore del pianeta.

Il dettaglio più curioso riguarda proprio l’origine di questo conteggio. Il calendario di Marte è infatti iniziato con una gigantesca tempesta di sabbia, un avvio che sembra quasi scritto apposta per un mondo dalle tonalità rossastre. Difficile immaginare un punto di partenza più adatto per un pianeta che nell’immaginario collettivo è associato alla polvere, al vento e a paesaggi aridi e ferrosi.

Marte, un calendario nato dalla polvere

Scegliere una tempesta di polvere come momento zero può sembrare bizzarro a prima vista. Sulla Terra i calendari sono legati a eventi storici, religiosi o astronomici ben precisi. Per Marte il riferimento è stato invece un fenomeno atmosferico di proporzioni enormi, qualcosa che ha segnato l’inizio di un modo condiviso per contare il tempo sul pianeta rosso. Un’origine che ha il sapore della coerenza, visto che il colore che da sempre caratterizza questo mondo è lo stesso della sabbia sollevata da quella tempesta.

Avere un sistema di conteggio comune non è un semplice vezzo. Serve a mettere ordine, a collocare osservazioni e fenomeni lungo una linea temporale chiara e riconoscibile. Il fatto che si parli di un anno marziano numerato, proprio come si fa con i nostri anni, rende l’idea di quanto il vicino di casa del Sistema Solare sia ormai entrato nella quotidianità di chi lo studia.

Perché i conti non tornano con quelli terrestri

A questo punto sorge spontanea una domanda. Se il conteggio è partito nel 1955 e oggi, nel 2026, Marte entra soltanto nel suo trentanovesimo anno, qualcosa evidentemente non coincide con il nostro calendario. Sulla Terra dal 1955 a oggi sono trascorsi circa 71 anni, mentre sul pianeta rosso il contatore si è fermato a 38 anni completi prima di questo nuovo inizio. Facendo due calcoli si capisce che un singolo anno su Marte dura quasi il doppio di uno terrestre, poco meno di due dei nostri anni per ogni giro completo.

Ecco perché i Capodanni marziani sono decisamente più rari di quelli a cui siamo abituati. Chi volesse celebrarli dovrebbe armarsi di pazienza e aspettare parecchio tra una festa e l’altra. Un ritmo più lento, più dilatato, che rispecchia la distanza e la diversità di un mondo che continua a incuriosire generazioni di appassionati e ricercatori.

Il passaggio al 39° anno marziano arriva quindi come un piccolo traguardo simbolico. Un promemoria del fatto che anche lassù il tempo scorre, a modo suo, scandito da un calendario che ha preso forma quasi settant’anni fa sotto una spessa coltre di polvere rossa. Da quella tempesta del 1955 sono passati 38 anni marziani e oggi il conteggio riparte da un nuovo numero.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
17 Condivisioni