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macOS triplica la quota di mercato, Windows crolla di 15 punti

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Numeri alla mano, il market share di macOS ha fatto qualcosa che nell’ultimo anno non era mai successo: triplicare nel giro di un paio di mesi. Le rilevazioni di Statcounter sui sistemi operativi desktop a livello globale, quelle che ogni mese fotografano più o meno la distribuzione delle piattaforme, tra luglio e agosto 2026 raccontano uno scossone piuttosto evidente. E dall’altra parte del tabellone c’è Windows, che nello stesso periodo perde terreno con una rapidità che non si vedeva da tempo.

I dati parlano chiaro. Il sistema operativo di Microsoft ad aprile viaggiava al 78,87%, a luglio era già sceso al 71,11%, e nel mese successivo è arrivato al 63,03%. Fanno oltre 15 punti percentuali bruciati nell’arco di pochi mesi, una discesa che per un prodotto con quel tipo di predominio storico è tutt’altro che ordinaria. macOS invece se ne stava tranquillo, quasi immobile, oscillando tra il 5 e il 6% per tutto l’anno precedente. A giugno 2026 era al 5,71%. Poi a luglio è salito al 7,72% e ad agosto è schizzato al 15,08%.

Il sospetto numero uno si chiama MacBook Neo

Trovare una causa singola e definitiva per un movimento del genere è complicato, anche perché si parla comunque di stime e non di vendite certificate. Però lo scarto è così netto che liquidarlo come rumore statistico sarebbe altrettanto difficile. Qualcosa dietro c’è, quasi sicuramente. E se bisogna indicare un responsabile, l’indice si punta verso MacBook Neo, arrivato sul mercato la scorsa primavera.

Il tempismo, in effetti, torna. Un lancio primaverile che comincia a produrre effetti visibili sui dati di utilizzo qualche mese dopo, quando le macchine finiscono davvero nelle mani delle persone e iniziano a navigare, a generare traffico, a farsi contare dai sistemi di rilevazione. Non è un meccanismo istantaneo, mai lo è stato, e questo spiegherebbe la curva che prima si muove piano a luglio e poi si impenna ad agosto.

Windows resta davanti, ma il distacco si è accorciato

Nessuno si illude che il dominio di Microsoft possa essere ribaltato. Il 63,03% resta una quota enorme, di quelle che si costruiscono in decenni e non si smontano in una stagione. Il punto è un altro: mentre l’OS di Redmond attraversa una fase chiaramente negativa, quello della Mela sembra invece in uno stato di grazia difficile da ignorare, con un salto che lo porta a superare la soglia psicologica del 15%.

E il calendario potrebbe aiutare ancora. In autunno sono attesi nuovi lanci, con MacBook Ultra in cima alla lista delle novità più chiacchierate. Un prodotto del genere, se dovesse replicare anche solo in parte l’accoglienza riservata al modello primaverile, avrebbe tutte le carte per calamitare altra attenzione su una piattaforma che negli ultimi mesi ha smesso di comportarsi da comprimario.

Perché è questo, alla fine, il dato più interessante di tutta la faccenda. Per anni macOS è stato il classico secondo incomodo, quello che c’era ma restava sullo sfondo, con percentuali basse e stabili al punto da diventare prevedibili. Adesso quella prevedibilità è saltata, e il grafico di Statcounter mostra due linee che si avvicinano invece di correre parallele. Il prossimo aggiornamento delle rilevazioni dirà se il movimento è strutturale oppure un picco destinato a rientrare, ma per ora i numeri di agosto 2026 restano quelli.

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