In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
La settima beta di macOS Golden Gate è arrivata agli sviluppatori, a distanza di una settimana esatta dalla sesta, e conferma il ritmo settimanale con cui Apple sta portando avanti la fase di test del nuovo sistema operativo per Mac. Chi ha già configurato il proprio computer per ricevere le build in anteprima la trova nel percorso ormai noto, cioè Impostazioni di sistema, poi Generali e infine Aggiornamento software, con la voce relativa agli aggiornamenti beta da attivare e un account sviluppatore gratuito come unico requisito d’accesso.
Il quadro delle novità, a questo punto del ciclo, è abbastanza definito. E la parte che salta subito all’occhio riguarda l’aspetto grafico, perché macOS Golden Gate è la versione in cui il linguaggio visivo introdotto da Apple viene messo a punto con una serie di correzioni che rispondono, punto per punto, alle critiche raccolte nei mesi precedenti.
Liquid Glass più leggibile e interfaccia ripulita
L’opacità di Liquid Glass è stata aumentata per rendere i testi più leggibili sopra gli elementi traslucidi, e accanto a questa modifica compare uno slider che permette di regolare manualmente il livello di trasparenza. Un dettaglio piccolo ma tutt’altro che secondario, perché sposta la scelta dall’automatismo del sistema alle preferenze di chi usa il Mac ogni giorno.
Sono state riviste anche le ombre delle finestre, con l’obiettivo di capire a colpo d’occhio quale sia quella attiva, un problema che con le interfacce molto traslucide si presenta puntualmente. Le app adottano barre degli strumenti uniformi, le barre laterali arrivano da bordo a bordo, gli angoli arrotondati sono meno pronunciati e le barre dei menu contengono meno icone. Nel complesso il risultato è un’interfaccia più ordinata, con meno rumore visivo e una coerenza maggiore tra un’applicazione e l’altra.
Siri diventa un assistente in stile chatbot
Il capitolo più corposo di macOS Golden Gate riguarda però Siri AI, la nuova incarnazione dell’assistente vocale. Il funzionamento è quello di un chatbot, con la capacità di combinare conoscenza generale del mondo, dati personali dell’utente e consapevolezza di ciò che compare sullo schermo per rispondere a domande e recuperare informazioni. La sua casa è Spotlight, dove la nuova interfaccia Cerca o Chiedi permette di digitare una richiesta come si farebbe con una persona.
Esiste inoltre un’app dedicata a Siri, pensata per conversare e per rileggere gli scambi precedenti, quindi con uno storico consultabile. Sui Mac più recenti si può scegliere una voce personalizzata, regolando ritmo ed espressività secondo il gusto di chi ascolta. Arriva sul computer anche Visual Intelligence, la funzione che consente all’assistente di rispondere a domande su quello che è visualizzato in quel momento, mentre Write with Siri offre due strade, la generazione di testo da zero oppure un commento su quanto è già stato scritto.
Foto, Safari, Password e Image Playground
L’intelligenza artificiale entra anche nelle applicazioni di sistema, e qui il ventaglio è ampio. In Foto arrivano strumenti di editing basati sull’AI, in Safari compare l’organizzazione automatica delle schede, mentre l’app Password guadagna un’opzione che aggiorna in autonomia le credenziali considerate deboli. Un aiuto concreto per chi si trascina dietro decine di accessi vecchi e mai revisionati.
Chiude il pacchetto Image Playground, rivista in profondità e ora in grado di generare immagini fotorealistiche, un salto notevole rispetto agli stili illustrativi della versione precedente. Con la settima beta di macOS Golden Gate ora in mano agli sviluppatori, il lavoro di rifinitura prosegue sulle stesse due direttrici emerse fin dall’inizio, cioè la leggibilità dell’interfaccia e l’integrazione dell’assistente nel sistema.










