Chi pensava che i portatili professionali di Apple avessero già toccato cifre ragguardevoli, dovrà ricredersi. I nuovi MacBook Pro hanno registrato aumenti piuttosto consistenti, e a farne le spese sono soprattutto gli upgrade interni. Le configurazioni più spinte, quelle che puntano tutto sulle prestazioni, arrivano a superare i 12mila euro nel listino italiano. Una cifra che, detta così, sembra quasi uno scherzo, eppure è il punto a cui si può arrivare scegliendo il meglio del meglio.
A spingere verso l’alto il prezzo finale è in particolare la RAM, che pesa parecchio sul totale quando si decide di non risparmiare. Apple ha rivisto i suoi prezzi e gli effetti si sentono soprattutto sulla fascia alta, dove ogni componente aggiuntivo fa lievitare la spesa in modo notevole. Chi acquista la versione base se ne accorge meno, ma chi vuole portarsi a casa il massimo della potenza si trova davanti a numeri davvero importanti.
L’analisi sul configuratore e le cifre da capogiro
A rendere ancora più evidente la situazione è stato il lavoro fatto da John Gruber, che si è divertito a smanettare con il configuratore ufficiale di Apple per capire fino a dove si potesse arrivare. L’obiettivo era semplice: scoprire quanto costa un MacBook Pro portato al limite, con ogni opzione selezionata al massimo. Il risultato ha confermato quello che molti sospettavano, ovvero che i recenti aumenti di prezzo incidono in maniera particolarmente pesante sulle configurazioni di fascia top.
Quando si parla di upgrade, infatti, il discorso cambia radicalmente. Non si tratta più di pochi euro in più, ma di scelte che possono far salire la spesa di migliaia di euro. La memoria interna, la potenza grafica, lo spazio di archiviazione: ogni voce contribuisce a costruire un totale che, sommato, raggiunge cifre a cinque zeri. È il classico caso in cui partire da una base relativamente accessibile e poi aggiungere tutto il possibile porta a un conto finale capace di sorprendere anche gli osservatori più navigati.
Il punto interessante è proprio questo. Le configurazioni di partenza restano comunque legate a un certo posizionamento, ma è nel personalizzare il prodotto che si scatena l’effetto valanga. Apple ha sempre proposto prezzi premium per i suoi portatili professionali, però l’aumento recente ha reso ancora più marcata la distanza tra chi sceglie la versione standard e chi invece punta sulla configurazione completa. Un divario che oggi si misura in diverse migliaia di euro. Il caso dei nuovi MacBook Pro mostra bene come la RAM e gli altri componenti opzionali siano diventati il vero terreno su cui si gioca la differenza di prezzo. Selezionando ogni voce al massimo, il configuratore italiano arriva a superare la soglia dei 12mila euro, una cifra che colloca questi portatili in una categoria a parte, riservata a chi cerca prestazioni estreme e non bada a spese.