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MacBook pieghevole: Apple non lo cancella, ma slitta al 2028

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Il progetto di un MacBook pieghevole non sarebbe finito nel cestino, semplicemente si è spostato molto più avanti nel tempo di quanto immaginassero anche gli osservatori più prudenti. La distinzione conta, perché nelle ultime ore è circolata la parola “cancellato” e la differenza tra un piano accantonato e un piano sepolto è tutt’altro che sottile.

A rimettere in moto la discussione è stata una nota di ricerca di Omdia dedicata alla tabella di marcia di Mac e iPad per i prossimi anni, dove si legge che i piani per i MacBook pieghevoli da 16,1 a 18 pollici sarebbero stati cancellati. Il riferimento è allo stesso dispositivo di cui si discute ormai da diverso tempo, un ibrido tra iPad e Mac da circa 18-20 pollici, atteso in un primo momento per il 2026 e poi slittato al 2028. Che il progetto camminasse su un filo, del resto, non è una scoperta improvvisa. Mark Gurman lo aveva descritto come una priorità di John Ternus, l’attuale nuovo amministratore delegato, precisando però che avrebbe potuto restare un esperimento bizzarro destinato a non vedere mai la luce, stando a diverse persone che ci hanno lavorato sopra.

Un Mac fatto interamente di schermo

L’idea alla base è tanto semplice da raccontare quanto complicata da realizzare. Una volta aperto, il dispositivo diventerebbe un unico grande display continuo. Piegato a 90 gradi, invece, si comporterebbe come un normale portatile, con la metà inferiore del pannello trasformata in una tastiera virtuale. Ed è esattamente lì che si annida il problema più fastidioso. Scrivere per ore su una superficie completamente piatta non offre lo stesso comfort di una tastiera fisica e, soprattutto, non restituisce alcun riscontro tattile sotto le dita. Chiunque abbia provato a lavorare a lungo sul vetro di un iPad sa bene di cosa si sta parlando, e non è una questione di abitudine.

Apple studia da anni il modo di aggirare questo ostacolo, e sulla carta qualche strada esiste già. I brevetti dell’azienda descrivono un display flessibile capace di deformarsi leggermente quando si preme un tasto, l’impiego dei motori haptic per simulare la sensazione dello scatto e delle cariche elettrostatiche applicate alla superficie, percepite dal polpastrello come un cambio di consistenza. Lo schermo rimane piatto, ma le dita riescono comunque a capire dove si trovano i tasti. Una tecnologia di questo tipo aprirebbe anche a un altro scenario piuttosto interessante, quello delle tastiere dinamiche, capaci di cambiare disposizione e comandi in base all’app aperta in quel momento. Un montaggio video e un foglio di calcolo, tanto per fare due esempi banali, hanno bisogno di tasti molto diversi tra loro.

Non è una questione di se, ma di quando

Che una tastiera priva di tasti fisici possa risultare credibile lo dimostra un oggetto che milioni di persone toccano ogni giorno senza pensarci. Il trackpad dei Mac continua a fare clic e a comportarsi come un componente meccanico, mentre in realtà da anni non si muove di un millimetro e quel clic è soltanto una vibrazione calibrata alla perfezione.

Niente di tutto questo significa che Apple abbia già deciso di portare sul mercato un MacBook fatto solo di schermo. Anzi, le informazioni più recenti indicano che il progetto non figura più tra le priorità immediate. C’è però una lettura diversa della vicenda, e riguarda il vero nodo della faccenda: non se Apple sia capace di costruire un Mac pieghevole, ma quando la tecnologia sarà matura abbastanza da consentirle di farlo senza peggiorare l’esperienza d’uso rispetto a un MacBook tradizionale. Fino a quel momento il MacBook pieghevole resta accantonato nella forma pensata finora, con tutte le sue incognite sull’ergonomia e sul software che dovrebbe reggere un pannello unico di quelle dimensioni.

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