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Mac mini M6 e Mac Studio M5 Ultra: prezzi e novità nascoste

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Apple ha alzato il sipario sui nuovi Mac mini con chip M6 e M5 Pro e sui nuovi Mac Studio con M5 Max e M5 Ultra, e al di là dei titoloni sulle prestazioni ci sono parecchi dettagli che meritano attenzione. Prezzi in crescita, connettività aggiornata, funzioni pensate per chi lavora sui set, memoria che arriva a cifre da capogiro. Insomma, il quadro completo è più interessante della semplice scheda tecnica.

Partiamo dalla nota più dolorosa, cioè il listino. Mac mini adesso parte da circa 830 euro, ovvero circa 280 euro in più rispetto al prezzo di lancio del modello con M4 arrivato a ottobre 2024. Mac Studio invece attacca da circa 2.300 euro, quindi circa 460 euro sopra la cifra iniziale del modello M4 Max presentato a marzo 2025. Non proprio spiccioli, soprattutto per chi sperava in un ritocco verso il basso.

Connettività, genlock e Ethernet più veloce

Entrambe le macchine passano a Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, allineandosi agli standard già visti sugli iPhone più recenti. Il Wi-Fi 7 porta velocità superiori sulla banda a 6GHz, latenza più bassa e la possibilità di collegarsi contemporaneamente alle reti a 2.4GHz, 5GHz e 6GHz, cosa che si traduce in una connessione più stabile.

Poi c’è il genlock via USB-C, supportato sia da Mac mini sia da Mac Studio, senza bisogno di un sync box esterno. Serve nelle riprese multicamera e nella produzione virtuale, dove tutto deve agganciarsi a un segnale di riferimento condiviso: il display del Mac e la camera che lo inquadra restano sincronizzati, così spariscono sfarfallii e strappi causati dal disallineamento tra frequenza di aggiornamento e otturatore. Apple aveva già portato il genlock su iPhone 17 Pro, quindi ora i due dispositivi possono lavorare in coppia.

Sul fronte rete, Mac mini parte finalmente con Ethernet da 2.5Gb invece che da 1Gb, con l’opzione per salire a 10Gb. Mac Studio, come la generazione precedente, offre già di serie la 10Gb.

Neural Engine, GPU e SSD di nuova generazione

Il chip M6 monta un Neural Engine rivisto, con due motori da 16 core al posto di uno solo, e Apple parla di potenza di calcolo di picco raddoppiata per i carichi legati all’intelligenza artificiale. La GPU a 12 core di Mac mini integra i Neural Accelerator in ogni core: fino a 4 volte più veloce nelle attività AI e 2 volte nella grafica rispetto al Mac mini con M4.

Lato Mac Studio, l’M5 Ultra è il primo chip Ultra dotato di Neural Accelerator, con prestazioni di picco nell’AI pari a 4,3 volte quelle dell’M3 Ultra. L’archiviazione fa un salto notevole grazie alla nuova architettura SSD basata su PCIe Gen 6, con velocità raddoppiate.

Il rovescio della medaglia riguarda i tagli di memoria. Portare Mac mini a 2TB di SSD costa circa 920 euro, cioè più del prezzo base della macchina. Il passaggio a 4TB sul modello M5 Pro chiede circa 1.650 euro, una novantina di euro sopra il costo del computer di partenza.

Thunderbolt, configurazioni estreme e date

Curiosa la scelta sulle porte: Mac mini con M6 resta su Thunderbolt 4, mentre la versione M5 Pro adotta Thunderbolt 5. Chi vuole strafare può configurare un Mac mini M5 Pro con CPU a 18 core, 64GB di RAM, SSD da 8TB e 10GbE per circa 6.250 euro. Il massimo assoluto però è il Mac Studio con M5 Ultra, CPU a 36 core, 256GB di RAM e 16TB di storage: circa 16.800 euro.

Al momento M5 Ultra si può ordinare con 96GB o 256GB di RAM, mentre il taglio da 512GB arriverà a fine ottobre. Considerando che salire da 96GB a 256GB costa circa 3.700 euro, l’opzione più capiente difficilmente scenderà sotto i 5.500 euro.

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