Le batterie sostituibili saranno un privilegio tutto europeo, almeno per quanto riguarda i prodotti Logitech. L’azienda si sta preparando ad adeguarsi alle nuove regole europee sulla riparabilità dei dispositivi elettronici, che entreranno in vigore dall’anno prossimo, ma non sembra affatto convinta che un mouse o una tastiera con celle removibili siano la scelta migliore per tutti. Nel resto del mondo, infatti, continuerà a proporre le sue periferiche con batterie fissate in modo permanente. A confermarlo è stato Robin Piispanen, responsabile della divisione gaming del marchio, durante un’intervista piuttosto ricca di spunti.
La faccenda, chiarisce Piispanen, non riguarda solo i costi di produzione. Le batterie removibili richiedono componenti diversi, sistemi di aggancio più elaborati e una struttura pensata per permettere di raggiungere gli elementi interni senza rischi. Tutto questo si traduce in più peso e in qualche compromesso sul design. Per il mercato europeo, ad esempio, l’azienda userà batterie rigide, ritenute più sicure da maneggiare rispetto alle classiche celle morbide agli ioni di litio che oggi si trovano in gran parte degli accessori wireless.
La riparabilità e la diffidenza verso il fai-da-te
C’è anche un altro aspetto che emerge, e cioè una certa diffidenza dell’azienda nei confronti dell’utente medio. Logitech appare restia a mettere sul mercato parti soggette a usura perché teme che le riparazioni fatte in casa finiscano spesso per peggiorare le cose invece di risolverle. Rotture, incidenti, danni ulteriori: secondo il marchio capiterebbe più di quanto si pensi. E aggiunge che non esistono dati concreti a indicare una reale voglia da parte delle persone di mettere mano a un dispositivo da 50 o EUR 88, che tradotto fa più o meno tra i 45 e i 90 euro. Molti, sostiene l’azienda, preferirebbero semplicemente buttarlo e comprarne uno nuovo.
Il ragionamento ha una sua logica, va detto. Però il punto delle iniziative sulla riparabilità è proprio quello di invertire questa tendenza allo spreco, che oltre a inquinare porta con sé qualche rischio concreto. Basti pensare alle batterie agli ioni di litio smaltite male, che ogni tanto finiscono per causare incendi. Insomma, il problema che Logitech descrive è esattamente quello che le nuove norme vorrebbero affrontare.
L’azienda, comunque, si dice pronta a rivedere la propria posizione più avanti, in particolare sui componenti che si consumano con l’uso. Chissà, magari il vero cambiamento dovrà partire da monte, cioè in fase di progettazione, con dispositivi pensati per essere facili da riparare fin dal primo giorno. Un approccio simile a quello che si è visto con il MacBook Neo di Apple o con gli ultimi ThinkPad di Lenovo, dove la smontabilità è entrata nel progetto e non è stata aggiunta dopo come un ripiego.
Resta il fatto che, per ora, la divisione tra Europa e resto del mondo è netta. Chi acquisterà un mouse Logitech o una tastiera wireless nel Vecchio Continente si troverà tra le mani una periferica pensata per durare più a lungo, con la possibilità di sostituire la cella quando questa smetterà di reggere la carica. Fuori dai confini europei, invece, tutto rimarrà com’è oggi, con le batterie sigillate all’interno e nessuna opzione ufficiale per intervenire. Una differenza che nasce dalle leggi, prima ancora che dalle scelte commerciali del marchio.


