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Una settimana dopo la quarta versione di prova, Linus Torvalds ha pubblicato Linux 7.3 rc5, la nuova release candidate del kernel, e questa volta il pacchetto di modifiche si presenta un po’ più corposo rispetto al solito. Nessun segnale d’allarme però. Il padre di Linux ha guardato i numeri con la tranquillità di sempre, limitandosi a notare una distribuzione degli interventi diversa da quella a cui è abituato.
A saltare all’occhio è soprattutto la composizione della patch. Meno di un terzo delle modifiche riguarda i driver, che normalmente occupano la fetta più grande del lavoro, mentre circa un quarto dell’intero aggiornamento è costituito dai selftest, cioè i test interni del kernel. Una proporzione che non si vede spesso e che, a una prima occhiata, potrebbe far pensare a qualcosa di strano. Le cose però stanno diversamente.
Perché i numeri insoliti non preoccupano Torvalds
Lo stesso Torvalds ha definito il riepilogo delle modifiche “un po’ insolito”, chiarendo subito che quel dato rischia di trarre in inganno. Molti dei ritocchi ai driver sono infatti relativamente piccoli, mentre alcuni aggiornamenti ai test occupano parecchio spazio nel conteggio complessivo. Il più voluminoso riguarda un test delle tabelle ITS di KVM su arm64, quindi l’area legata alla virtualizzazione sui processori con architettura ARM a 64 bit.
Il commento del creatore del sistema è stato piuttosto diretto: “Non è un insolito negativo, semplicemente non è quello che vedo di solito. Nulla sembra particolarmente allarmante”. Parole che ridimensionano la questione e riportano l’attenzione sulla sostanza del lavoro svolto in questa Linux 7.3 rc5, che nei fatti appare più pesante solo sulla carta.
Il resto degli interventi si divide tra diverse aree. Ci sono correzioni alle architetture, in particolare su KVM e perf, poi modifiche allo scheduler, a BPF e al networking, oltre a qualche fix mirato per i filesystem VFS e XFS. Completano il quadro alcuni aggiornamenti nei driver di rete e nel comparto grafico DRM, a conferma di un lavoro sparso su più fronti anziché concentrato in un singolo punto critico.
La tabella di marcia di Linux 7.3 resta confermata
Nonostante le dimensioni di questa release candidate, al momento non sembrano emerse regressioni capaci di cambiare i tempi previsti per Linux 7.3. Torvalds ha descritto la situazione con la sua consueta formula, che in italiano suonerebbe più o meno come “la solita storia”, segnalando così una settimana più impegnativa nei numeri ma priva di problemi particolari.
Il ciclo di sviluppo dovrebbe quindi andare avanti normalmente con le prossime release candidate. Come è già successo in passato, la comparsa di bug importanti potrebbe rendere necessaria una rc8 e far slittare di una settimana il rilascio definitivo. Per ora, comunque, non ci sono indicazioni che vadano in questa direzione e il calendario appare solido.
Torvalds ha invitato sviluppatori e tester a continuare a provare Linux 7.3 rc5 su carichi di lavoro reali, così da scovare eventuali problemi prima dell’arrivo della versione stabile. Un occhio di riguardo può tornare utile a chi lavora con la virtualizzazione su arm64, con KVM e con BPF, visto che sono proprio alcune delle aree toccate dagli interventi di questa settimana.
Se il percorso proseguirà senza intoppi, la versione stabile di Linux 7.3 dovrebbe arrivare tra circa tre settimane. Da quel momento toccherà alle singole distribuzioni decidere tempi e modalità con cui adottare il nuovo kernel.
Fonte: TecnoAndroid








