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Il prezzo della memoria DDR5 per notebook è letteralmente esploso nel giro di un anno. L’azienda che produce i portatili da gaming XMG e le workstation Schenker ha fatto sapere che i moduli DDR5 SODIMM costano oggi sei volte tanto rispetto a luglio 2025, e le previsioni per il futuro non sono affatto rassicuranti. Secondo il produttore la carenza di RAM andrà avanti per tutto il 2027 e con ogni probabilità anche oltre. L’annuncio è arrivato attraverso la community ufficiale del marchio su Reddit, insieme a una notizia che i clienti non avranno accolto con entusiasmo: un aumento dei prezzi su gran parte della gamma.
Rincari fino a 300 euro sui portatili XMG e Schenker
Per la maggior parte dei modelli da gioco il listino sale di 100 o 200 euro a seconda della configurazione. C’è poi un caso più pesante degli altri, quello di un laptop professionale che vede un ritocco di ben 300 euro. Numeri importanti, che però si inseriscono in un quadro ormai piuttosto chiaro anche sul fronte desktop. La RAM per PC fissi ha registrato un balzo molto simile, con un incremento del 500% negli ultimi dodici mesi. Insomma, le memorie per portatili non sono un’eccezione ma seguono lo stesso andamento del resto del mercato.
Il problema, a quanto pare, non si ferma alla memoria. Oltre alla RAM e agli SSD, XMG segnala tensioni sui costi anche per circuiti stampati, componenti elettronici, processori, schede grafiche e memoria video. Una pressione diffusa su praticamente tutta la catena di fornitura, che finisce inevitabilmente per gonfiare il costo finale di ogni macchina assemblata.
A complicare ulteriormente le cose ci si è messa la guerra in Medio Oriente. L’aumento del prezzo di petrolio e carburante ha reso più cari i trasporti aerei delle merci, mentre le spedizioni via mare dall’Asia all’Europa devono fare i conti con premi assicurativi più alti per chi attraversa il Mar Rosso e il Canale di Suez. Un altro tassello che pesa sul conto complessivo.
Margini fissi e una promessa ai clienti
Di fronte a questo scenario l’azienda sostiene di essere stata costretta a rivedere i prezzi di diversi modelli. Ci tiene però a precisare che i propri margini di guadagno restano invariati e che i rincari dipendono esclusivamente dall’aumento dei costi a monte. Un rappresentante del marchio ha anche aggiunto un impegno preciso: “Se i prezzi dei componenti rilevanti dovessero scendere di nuovo, lo rifletteremo anche nei nostri prezzi al dettaglio, proprio come abbiamo fatto in passato”.
Un approccio che ricorda da vicino quello adottato da Framework, che di recente ha abbassato il costo della memoria per Laptop 13 Pro dopo essere riuscita a trovare un fornitore alternativo di moduli LPCAMM2 più economici.
Sul futuro delle memorie, comunque, XMG non si mostra ottimista. La sua visione riprende le parole di Sanjay Mehrotra, amministratore delegato di Micron, secondo cui la scarsità di DRAM si protrarrà ben dentro il 2027. Di tutt’altro avviso è Jason Chen, a capo di Asus, convinto che i prezzi dei componenti inizieranno a invertire la rotta nella seconda metà del 2027. Per Chen le previsioni di costi elevati a lungo termine sarebbero soprattutto un modo per i produttori di chip di mantenere margini lordi alti il più a lungo possibile. Il numero uno di Asus ritiene inoltre che l’aumento della produzione da parte dei produttori cinesi di memorie contribuirà ad alleviare la carenza, e sostiene che i rincari starebbero già rallentando perché i consumatori si rifiutano di pagare di più.
Fonte: TecnoAndroid








